Perché nulla vada perduto e... - Rassegna recensioni

L'antologia Perché nulla vada perduto e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni ha ricevuto molte segnalazioni e recensioni, come sempre capita ai volumi della collana Mondi Incantati.

Oltre a quanto riportato in questa pagina, ringraziamo la rivista Linus, i quotidiani La Gazzetta di Modena e L’Unità (che, oltre ad avere parlato del libro, ha ripreso la nostra intervista a Davide Camparsi, autore del racconto vincitore del XIX Trofeo RiLL che dà il titolo al volume).

Un ringraziamento è inoltre dovuto ai numerosissimi siti web che hanno dato spazio al libro e al Trofeo RiLL.
L’elenco sarebbe davvero lungo, ma vogliamo ricordare almeno Fantasy Magazine, Fantascienza.com, La Zona Morta, Fantascienza e dintorni, Satyrnet, 2099.it, Progetto Babele, Terre di Confine, La Folla del XXI secolo, Libero Libro, l’agenzia Note Press, i portali regionali Culturalazio, Vivilazio, Tempo Libero Toscana e il Portale Giovani del Comune di Firenze.
(ci scusiamo, ovviamente, con chi abbiamo dimenticato di citare.... essere esaustivi era davvero impossibile).

Detto ciò, veniamo alla rassegna delle recensioni più significative:

(Roberto Arduini, L’Unità)
Nanotecnologie, macchine super intelligenti e astronavi. Sembra un ritorno alla fantascienza classica, ma non lo è. Perché nulla vada perduto, il racconto vincitore dell’ultima edizione del Trofeo RiLL, porta una ventata di nuovo nel genere, confermando il concorso come talent-scout di scrittori esordienti. Un’atmosfera originale, con una vena di intimismo e uno sfondo mistico, fanno della storia una novità in un genere dato per concluso, ma che dimostra ogni anno la propria vitalità. L’autore è Davide Camparsi, architetto veronese di 43 anni…
[...] Il volume raccoglie i racconti premiati nell’ambito del Trofeo RiLL: un concorso letterario organizzato dal 1994, per scoprire nuovi autori. Nonostante il premio sia dedicato alle storie fantastiche (fantasy, fantascienza, horror…), la realtà odierna fa spesso capolino nelle trame dei racconti partecipanti...

(Stefano Sacchini, Cronache di un Sole Lontano)
Con l’antologia del 2013, RiLL allarga i suoi confini. Infatti ai primi quattro classificati del Trofeo RiLL, che hanno dovuto sconfiggere la solita, agguerrita concorrenza, sono stati aggiunti altrettanti racconti che hanno vinto contest analoghi in Francia, Finlandia, Irlanda e Regno Unito.
Anche in questa antologia non manca ovviamente il meglio di SFIDA, concorso parallelo destinato agli autori che siano giunti almeno una volta in finale al RiLL: tema di quest’anno “la conquista” (titolo comune a tutte le storie di questa sezione).
[…] A parte i racconti stranieri, tutti di buona fattura e caratterizzati da tematiche prevalentemente fantastiche e new weird, ciò che emerge dalla lettura di questa antologia, con storie molto diverse le une dalle altre, sono le influenze che vanno per la maggiore nel mondo del fantastico italiano.
H. P. Lovecraft e P. K. Dick sono sempre in cima alla lista delle preferenze degli autori nostrani, come si evince dalla lettura del tenebroso racconto di Luigi Musolino o di quello di Massimiliano Malerba, veterano del Trofeo RiLL, incentrato sulla figura ambigua del “sicario perfetto”. Anche le ucronie e la figura di Ettore Majorana continuano a stimolare l’immaginazione dei nostri scrittori.
Il racconto vincitore, che come tradizione dà il nome all’antologia, dimostra la bravura stilistica nonché la profonda conoscenza in materia fantascientifica di Davide Camparsi.
Infine una segnalazione particolare la merita Antonella Mecenero, con una storia originale, struggente, intrisa di realismo magico, che meriterebbe di essere ampliata alle dimensioni di un romanzo.

(Andrea Franco, Graphomania)
...Posso garantirvi che, per l’ennesima volta, gli organizzatori del Trofeo hanno messo insieme il meglio della narrativa fantastica italiana (e non solo, stavolta). Già, perché ormai non ci sono dubbi: il Trofeo RiLL è indice di qualità. Centinaia di racconti partecipanti ogni anno fanno sì che la selezione diventi durissima e che si possa scegliere il meglio del meglio. Vincere il Trofeo RiLL non è cosa di poco conto, insomma, soprattutto in un paese come il nostro, nel quale per vedere riconosciuto il proprio talento si devono fare i salti mortali.
Il libro, che contiene ben tredici racconti, i quali spaziano dalla fantascienza al fantasy e ancora all’horror, è suddiviso in tre sezioni. Nella prima parte potrete gustare i racconti premiati dell’ultima edizione del Trofeo. Qualche autore sempre più spesso presente ad alti livelli (Luigi Musolino, Luigi Rinaldi) e l’ottimo primo premio assegnato al racconto che dà il titolo al libro, di Davide Camparsi.
Ottima nuova la seconda sezione, con ospiti eccellenti. Troviamo infatti i racconti vincitori di premi di altre nazioni (Francia, Finlandia…), tradotti per questa edizione. Il fantastico del resto d’Europa, insomma, per andare oltre i confini e conoscere quello che scrivono gli altri.
Anche qui ottime presenze, basti vedere i nomi di Sylvie Miller e Phillippe Ward (dalla Francia).
Infine, ancora una volta, i racconti del progetto SFIDA, che permette di partecipare a tutti i finalisti delle precedenti edizioni [del Trofeo RiLL]. I più bravi tra i bravi, insomma, quindi ancora una volta il livello è altissimo. Tra tutti, andatevi a leggere La conquista, di Andrea Viscusi, giusto per citare un racconto.
Che dire, vi piace la letteratura fantastica? Qui avete una buona occasione per evadere. E magari potete scoprire un nuovo autore che domani sarà di successo. Buona lettura.

(Nicola Parisi, Nocturnia)
Parlare di RiLL significa parlare di un piccolo pezzo di storia del fantastico italiano.
[...] In Perché nulla vada perduto e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni sono presenti in tutto 13 racconti di tutte le aree del fantastico, dal fantasy all’ucronia, dall’horror alla fantascienza, in un tentativo di dar voce a storie al di fuori del reale, senza distinzione di nessun genere.
Ecco, la domanda da farsi, la domanda che IO mi faccio ogni volta in presenza di raccolte di premi come questi è se il tentativo possa dirsi riuscito oppure no. Il rischio sempre presente è infatti quello di confezionare un progetto disomogeneo, un’accozzaglia, un amalgama di racconti riusciti assieme ad altri deludenti. In questo caso, però questo non avviene. Perché nulla vada perduto e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni si rivela un’ottima antologia, una raccolta di grande qualità, con alcune eccellenze e alcune opere di gran rilievo.
[...] Tecnicamente il volume è suddiviso in tre sezioni.
I quattro racconti iniziali dei sono i primi classificati del XIX Trofeo RiLL, a cui seguono quattro racconti di provenienza straniera (vincitori dei premi europei gemellati col RiLL), per finire con ulteriori cinque premiati di un altro contest parallelo chiamato SFIDA - altro premio organizzato da RiLL e riservato ai finalisti delle passate edizioni del Trofeo RiLL.
Si parte col racconto vincitore dell’edizione 2013, che dà anche il titolo al volume: Perché nulla vada perduto, scritto dall’architetto veronese Davide Camparsi, qui alla sua prima pubblicazione. Camparsi confeziona una buona storia di fantascienza con risvolti filosofici, anche se in alcuni punti il linguaggio impiegato risulta un po’ appesantito. Tutto sommato una piacevole scoperta ed un autore da tenere d’occhio per il futuro.
Molto belli anche l’horror Il Tanatofono, al secondo posto, di Davide Carnevale, e l’ucronico Parole Proibite, scritto da Luigi Rinaldi, che si aggiudica la terza piazza.
Nel primo dei due racconti citati, l’invenzione di un meccanismo che permette di comunicare con le persone appena decedute crea situazioni bizzarre e poco piacevoli, mentre il racconto di Rinaldi presenta una Roma alternativa in cui la vittoria dell’Asse della Seconda Guerra Mondiale apre scenari inquietanti: ma se c’è una cosa che non cambia mai sono gli abissi e le vigliaccherie dell’animo umano. Perlomeno di certi esseri umani.
Il pezzo più bello della raccolta però si rivela (almeno per me ) il racconto classificatosi al quarto posto: I Silvani non dimenticano, del veterano Luigi Musolino. Musolino sa toccare i tasti giusti confezionando un racconto a metà tra il fantasy e l’horror lovecraftiano, impreziosito anche dall’ambientazione nostrana (i boschi del Piemonte e Torino, in questo caso).
Interessante anche la seconda sezione, che presenta alcuni scritti vincitori in concorsi internazionali, nell’ordine: il Prix Masterton (Francia), poi il premio NOVA (Finlandia), l’Aeon Award Contest (Irlanda) e il James White Award (Regno Unito).
Devo dire che questa è stata la sezione che mi ha sorpreso positivamente più di tutte. Se, ad esempio, conoscevo già di fama la coppia francese Sylvie Miller & Philippe Ward, autori dell’orrorifico Sopravvissuto (racconto che cita ed omaggia il blues ed anche Robert Johnson), devo dire che la soddisfazione maggiore è arrivata da Blu Urali, scritto dal finlandese Tomi Jänkälä, un dark fantasy che ipotizza un mondo alternativo in cui i draghi esistono davvero e condividono il loro spazio vitale con gli uomini. Convivenza che non lascia nessuno spazio alla poesia e dove ogni lezione di vita risulta clamorosamente amara.
Veniamo adesso a SFIDA, il concorso parallelo al Trofeo RiLL. Altri cinque racconti perfettamente godibili, tutti con lo stesso tema e titolo (quest’anno era La Conquista). Dovendone segnalare uno tra tutti, cito quello dell’amico Piscu, al secolo Andrea Viscusi.
Viscusi è un altro di quei pochi autori che con poche pennellate riesce a costruire una storia completa, in questo caso riesce a confezionare una storia con protagonisti personaggi decisamente fin troppo sfruttati (e spesso mal gestiti) come Ettore Majorana e Nikola Tesla, riuscendo a dire qualcosa di nuovo, senza massacrare la sospensione dell’incredulità del lettore. Considerando il fatto che ormai sia Tesla che Majorana sono assurti al rango di eroi pulp, anzi, di vere e proprie icone del più becero complottismo e che su di loro si è detto tutto ed il contrario di tutto, non era una cosa facile ottenere una storia che non avesse l’aura del “già visto, già sentito e già letto” ed il risultato non era per niente scontato. Viscusi però ci riesce, quindi complimenti a lui.
Perché nulla vada perduto e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni si rivela quindi una proposta valida su due livelli: da un lato riesce a dimostrare come nel nostro paese si riesca (ancora) a scrivere buona narrativa fantastica, magari segnalando anche talenti italiani che oltretutto (come nel caso di Musolino) spesso lavorano su ambientazioni e temi locali, dall’altro è un tentativo, raro anch’esso qui da noi, di porsi come ponte tra quanto accade nel nostro paese e le realtà europee, riferendosi in questo anche a mercati poco frequentati dagli editori italiani specializzati, come Finlandia, Irlanda e Francia.
Insomma, un’antologia da tenere in considerazione.

(Il Flauto di Pan)
Dal Trofeo RiLL italiano al James White Award, Perché nulla vada perduto e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni attraversa l’Europa a cavallo di tredici racconti fantastici vincitori di concorsi di letteratura di genere.
Fantascienza, fantasy, horror, mitologia, surreale si incontrano nella stessa antologia, prefiggendosi un unico obiettivo: mostrare un altro mondo, oltre questo tempo e oltre questo spazio. Con stili diversi e generi stravaganti, gli autori scelgono di affrontare tematiche importanti, come la religione, la morte, l’avvento della tecnologia, il crollo dell’ecosistema, mantenendosi su una linea di confine che sfiora il reale e il fantastico. Verità e fiction si legano in un connubio tanto perfetto da rendere difficile la distinzione tra realtà e fantastico. A volte sembra quasi impossibile capire cosa ci sia del nostro mondo e cosa appartenga ad altro. Gli autori sono stati in grado di mescolare gli ingredienti in maniera impeccabile, al punto da creare dei piccoli, squisiti, capolavori.
Qualcuno ha preferito mantenersi sulla linea classica e abbandonarsi a uno stile tradizionale, riprendendo in mano le redini della mitologia antica. È il caso di Angela di Bartolo, con il suo racconto La conquista.
Qualcun altro ha preferito immaginare un futuro prossimo o alternativo al nostro, lasciando spazio alla fantascienza (Michael Banker immagina un mondo post-umano nel suo La nebbia di Tokyo).
C’è poi chi, da buon nostalgico, torna indietro nel tempo e sceglie di cambiare le carte in tavola, immaginando un passato diverso, ricco di mistero e leggenda. Caso eclatante è quello di Blu Urali di Tomi Jänkälä, che immagina l’apparizione di un drago rosa nella Russia post-sovietica.
Non vi è dubbio sul perché questi racconti abbiano vinto, seppur in parti diverse d’Europa, premi di una certa importanza. In poche pagine gli autori sono stati capaci di mostrare abilità e originalità. Non c’è nulla di scontato nei loro racconti, peculiarità che difficilmente si riscontra nei testi brevi.
Con un mix di ironia, suspence, leggenda e fantastico, Perché nulla vada perduto e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni si guadagna un posto in pole position nella classifica delle antologie di genere. Ottima per chi già ne è appassionato, altrettanto ottima per chi vuole affacciarsi per la prima volta su questo mondo.

(Marco Minicangeli, Il Paradiso degli Orchi)
Veramente notevole. Se stavolta dovessimo definire l’antologia Mondi Incantati, pubblicata ogni anno al termine del Trofeo RiLL, non potremmo che usare questa definizione. Il premio RiLL è diventato un appuntamento fondamentale per chi ama la narrativa fantastica e di fantascienza. […]
A vincere quest’anno è stato Perché nulla vada perduto di Davide Camparsi - racconto che dà il titolo all’antologia - una bellissima storia sulla creazione, poetica e coinvolgente, il tentativo di elaborare una sorta di teogonia pescando dalla mitologia antiche.
Su un diverso versante del fantastico si pone invece Il Tanatofono di Davide Carnevale, che ha sfumature vagamente dickiane e affronta il tema del contatto con i defunti. Impareremo dal racconto che la cosa deve essere fatta senza lesinare soldi, perché all’hard-discout dell’oltretomba i risultati potrebbero essere paradossali.
Terzo classificato è invece Parole Proibite, un’ucronia godibile di Luigi Rinaldi, dove a farla da padrone sono i totalitarismi fascisti e bisogna stare molto attenti a quello che si dice e persino alle parole che si adoperano.
Il plus che Mondi Incantati ha aggiunto quest’anno è la pubblicazione di racconti che hanno vinto vari concorsi europei. Idea azzeccata perché ce n’è veramente per tutti i gusti.
Abbiamo trovato bello e velato da una malinconia tutta nordica Blu Urali, di Tomi Jänkälä, vincitore del premio Nova in Finlandia. Molto interessante è anche La prima volta l’hai incontrato in parrocchia, della canadese Shannon Fay, racconto che ha vinto il James White Award (Regno Unito) e che ci riporta agli anni Sessanta con la storia di Stuart Sutcliffe, originariamente nella band dei Beatles. Altri racconti di questa sezione europea sono Sopravvissuto, di Sylvie Miller e Philippe Ward (vincitore del Prix Masterton, Francia) e La nebbia di Tokyo, vincitore dell’Aeon Award Contest in Irlanda.

(Angelo Benuzzi, Il Futuro è tornato)
Il volume è diviso in tre sezioni, per un totale di tredici racconti. I quattro iniziali sono i primi classificati del XIX Trofeo RiLL, a cui seguono i racconti di provenienza straniera […], per finire con i cinque premiati del contest SFIDA – altro premio nato sotto l’egida di RiLL. Una proposta quindi che vuole porsi come ponte tra quanto accade nel nostro paese e le realtà europee, per altro riferendosi anche a mercati poco frequentati dagli editori italiani specializzati (Finlandia, Francia). Ulteriore funzione di ponte la si può individuare anche nel voler prendere in considerazione non un genere ma il concetto di fantastico, il che costituisce la vera e propria “firma” dei progetti RiLL.
Normalmente non ci occupiamo di progetti multi-genere […]; in questo caso abbiamo voluto fare un’eccezione, motivata sia dalla presenza di racconti a chiara matrice fantascientifica sia dal fatto, mai banale, che il livello di qualità di questo prodotto editoriale è decisamente alto. Noterete in seguito come molti dei nomi degli autori italiani siano già noti a chi segue con attenzione la scena nazionale e li portiamo volentieri alla vostra attenzione.
Passiamo quindi ad esaminare i singoli racconti, seguendo l’ordine del volume.
Davide Camparsi (Verona, 1970) firma Perchè nulla vada perduto facendo così il suo esordio come pubblicazione; è una vicenda fantascientifico-filosofica di buon respiro e piuttosto ambiziosa, dove si toccano in poche pagine tematiche di rilievo. Si capisce perché abbia vinto il Trofeo RiLL, ma francamente avrebbe necessitato di un minimo lavoro per alleggerire il linguaggio, a tratti un po’ troppo ricercato. È sicuramente un nome da tenere d’occhio per il prossimo futuro.
Davide Carnevale (Fondi, 1987) scrive Il Tanatofono, racconto tra il fantascientifico e l’horror, che riesce ad inquietare in alcuni passaggi. Anche in questo caso si parla di esordio come pubblicazione, tra l’altro con la prima partecipazione a un concorso. L’idea di fondo viene sviluppata molto bene e si presterebbe ad aprire una serie di racconti sull’argomento.
Luigi Rinaldi (Roma, 1967) ci porta nei territori dell’ucronia con il suo Parole proibite, ambientato in un’Italia fascista contemporanea. Rinaldi è un autore maturo e lo si nota per come conduce in porto questa storia. Poco da dire e nulla da criticare, l’atmosfera littoria è davvero ben resa.
Luigi Musolino (Torino, 1982) ci consegna il primo excursus non fantascientifico, il suo I Silvani non dimenticano è una solida storia horror-fantasy, con l’ulteriore pregio dell’ambientazione nostrana. Musolino è un veterano che sa bene quali tasti premere per far vivere una bella esperienza al lettore e questo racconto non fa eccezione.
Sylvie Miller e Philippe Ward, blasonatissimi autori francesi, aprono la sezione straniera dell’antologia con il loro Sopravvissuto (tradotto da Maria Cristina Davanzo) e ci fanno rimanere nei confini dell’horror appellandosi alla mitologia moderna della musica blues e alle vicende reali di tante star che abbiamo visto sorgere e svanire in questi anni. Storia dolce-amara, in chiaro spirito blues.
Tomi Jänkälä firma il racconto più modern fantasy della selezione, il suo Blu Urali (tradotto da Lia Gasbarra) ci mostra una Russia alternativa dove gli studi sui draghi hanno una loro dignità. Sì, avete letto bene. In questo contesto i draghi esistono e convivono con il mondo così come lo conosciamo, risultando anche piuttosto grevi nel loro agire.
Michael Banker ci riporta in territori fantascientifici con il suo La nebbia di Tokyo (tradotto da Edoardo Cicchinelli), mettendoci davanti a un evento apocalittico, alla natura di un’intelligenza artificiale e a un possibile passaggio temporale, il tutto in poche pagine. Dirgli “bravo” appare fin troppo riduttivo, è un altro nome da appuntarsi sul taccuino.
Shannon Fay chiude la sezione straniera con il suo La prima volta l’hai incontrato in parrocchia (tradotto da Emiliano Marchetti e Edoardo Cicchinelli), un racconto giocato tra l’horror e la storia beatlesiana, che non mancherà di interessare i fan dei Fab Four e più in generale chi si interessa delle vicende dei gruppi musicali. [...]
Antonella Mecenero (Busto Arstizio, 1980) apre la sezione SFIDA, dove tutti i racconti portano lo stesso titolo – La conquista. L’autrice declina il tema con una vicenda che mette a contatto i pericoli della montagna con due personaggi molto diversi tra loro, ma tanto vicini da potersi capire al di là di tutte le barriere.
Massimiliano Malerba (Arpino, 1971) ci riporta alla science-fiction, il suo racconto è una brillante reinterpretazione di un classico della Golden Age sulla presenza di creature mimetiche aggressive. A mio parere è il racconto meglio riuscito dell’intero libro.
Andrea Viscusi (Toscana, 1986) si gioca la carta della variazione storica, riuscendo in poche pagine a mostrarci l’Italia fascista, il mistero della scomparsa di Majorana, la figura iconica di Nikola Tesla e personaggi come Marconi e Donna Rachele. Viscusi è un veterano ed è sempre un piacere leggerlo.
Enrico Di Addario (Roma, 1975) reinterpreta in chiave fantastica l’approccio alle vette himalayane di uno scalatore tedesco, una vicenda descritta con piglio sicuro e buona capacità d’espressione. I riferimenti di tipo cinematografico sono evidenti, ma non per questo il racconto perde di smalto.
Angela Di Bartolo (Bologna) chiude questa antologia con un racconto piuttosto rischioso. Reinterpretare episodi della mitologia classica, specialmente con l’introduzione di elementi fantastici, è un tema a dir poco abusato e il rischio a cui accennavo è insito in un possibile rifiuto del lettore. Nello specifico è una buona storia, non offuscata dall’essere già conosciuta nelle sue linee di base.

(Raffaella Galluzzi, Mangialibri)
[…] Dal fantastico alla leggenda, dall’horror all’ucronia: i tredici racconti dell’antologia […] arrivano dai più rilevanti premi europei letterari di genere fantastico.
Brevi storie raccontate da esordienti che ricalcano le orme della fantascienza classica, ma che non disdegnano scenari più ampi e ai limiti del misticismo, come nel caso del primo racconto – quello di Davide Camparsi che dà il nome all’intera raccolta – in cui tecnologie avanzate ed astronavi convivono con il fascino misterioso della creazione. Storie nel più puro stile horror, come quella splendidamente narrata da Luigi Musolino, di ambientazione nostrana e perfettamente in equilibrio tra il fantasy e la più classica narrativa lovecraftiana. Geniale, infine, il racconto di Andrea Viscusi, che, sebbene sia pura fiction, rinnova dubbi e inquietanti domande sulla scomparsa di Majorana e sul famigerato “raggio della morte” al quale avrebbero lavorato sia Marconi che Tesla.
Leggendo questa breve raccolta – che ha il pregio non comune di dimostrare quanto anche in Italia esista una letteratura fantastica di qualità – visiterete tredici piccoli mondi incantati, in cui però la vostra immaginazione farà spesso i conti con il lato più oscuro e inquietante dell’animo umano.

(Marcello Bonati, Intercom)
La consueta antologia che raccoglie i racconti vincitori del Trofeo RiLL quest’anno, invece dei racconti dei giurati che abbiamo trovato nelle edizioni precedenti, vede pubblicati i racconti vincitori di premi esteri, di Francia, Finlandia, Irlanda e Regno Unito, oltre ai, soliti, racconti del premio parallelo SFIDA.
[…] i racconti del Trofeo RiLL sono di buona qualità, soprattutto il vincitore, decisamente notevole, e che, quest’anno, avrei fatto vincere anch’io […], mentre i racconti di SFIDA mi sono sembrati tutti abbastanza buoni […]. Da notarsi che, quest’anno, mancano totalmente racconti sia fantasy che horror; prevale il fantastico in senso lato, e la science-fiction.
Continua quindi quest’ottima realtà della letteratura fantastica italiana, una delle migliori, che dà spazio ai nostri autori in una buona veste e con una buona diffusione.

(la recensione di Marcello Bonati è, in realtà, molto più lunga e dettagliata; contenendo però un certo numero di anticipazioni sui singoli racconti, e i loro finali, abbiamo deciso di pubblicare qui solo una parte della recensione, che potete comunque leggere per intero su Intercom)