Oscure Regioni (volume 1) - Rassegna Recensioni

Le recensioni ricevute da Oscure Regioni (volume 1) sono state tantissime, andando anche al di là del pur nutrito gruppo di siti, blog e testate cui RiLL aveva inviato copia del volume. Proprio questo grande interesse ci ha confermato che avevamo fatto centro a scegliere i racconti dell’orrore di Luigi Musolino per l’antologia 2014 della collana Memorie dal Futuro.
E, trattandosi di un volume 1, la cosa ci ha fatto due volte piacere!!

Raccogliamo in questa pagina le recensioni più significative.
Ringraziamo inoltre Dire Giovani, Fantascienza.com, Fantasy Magazine, La folla del XXI secolo, La zona morta, Libero Libro, Nocturnia, che hanno parlato dell’antologia. Anzi, ringraziamo forfettariamente ogni altra testata che ne abbia parlato… perché citarle tutte sarebbe impossibile!

Detto ciò, iniziamo la rassegna stampa:

Danilo Arona, Carmilla on line
Luigi Musolino, impeccabile autore piemontese, una delle guide indispensabili per addentrarci nei gotici misteri della mia regione, apre una sua notevolissima antologia dedicata al folclore italiano con il racconto Il libro di Malanina, in cui affiorano con taglio squisitamente lovecraftiano le nostrane tematiche territoriali quali la Masca, il paese maledetto – che qui si chiama Idrasca – e, citando nonché modificando Avati, la Sindrome della Nebbia e del Silenzio.
L’antologia ha per titolo “Oscure Regioni (volume 1)”, e la consiglio in modalità dichiaratamente partigiana perché in Musolino un po’ mi ci specchio. Certo per il suo essere piemontese, ma per quella sensibilità quasi medianica che affida agli scrittori di rango la decifrazione nel profondo dell’anima oscura e nascosta di una regione peculiare quale la mia. Va da sé che Musolino non è solo; con lui lottano e scrivono, scavando nelle zolle umide dell’inconscio piemontese, tantissimi amici […]…
Tornando alla oscura regione, occorre ricordare che il principale dei temi ricorrenti viene da lontano. Il villaggio maledetto, il (relativamente) piccolo paese dove il Male ha deciso di scatenarsi, gli abitanti strani che si conoscono tutti e guardano storto lo sfigato viandante. Appunto, ci stiamo riferendo alla letteratura del New England (e “alla” New England) poi filtrata dal cinema e ritornata in voga alla grande negli ultimi anni. […] In Piemonte ci stiamo, appunto, lavorando. Ma ovviamente non siamo soli. La nostra nazione offre sul serio scorci così intimamente “gotici” che non occorre affatto inventare loca infesta o paesi terribili ex novo. Il messaggio giunge allora forte e chiaro: si tratta solo di “trasfigurare”, con pochi e accorti tocchi, quel che già esiste e che di per suo appare assolutamente inquietante. […] Come scrisse Alessandro Defilippi nella prefazione all’antologia "Nero Piemonte e Valle d'Aosta" (ed. Giulio Perrone, 2009), la nostra è “una terra naturalmente noir, una terra in cui pare di avvertire accanto a noi, se solo porgiamo l”orecchio, le voci delle Masche o la presenza di uno sconosciuto che ci guarda senza apparente ragione, lungo i viali alberati delle città, così geometrici, così ordinati.”
Le Masche, ovvero le streghe del Piemonte. Abbondano a Idrasca. Sembrano confinate o ridicolizzate, ma sono in realtà il cuore marcio della maligna comunità. Se il Paese del Male immaginato da Luigi Musolino deve tanto alla geografia del territorio quanto all”immaginario lovecraftiano importato dal New England, in realtà si propone come un”efficace sintesi di tanti, misteriosi, paesi piemontesi nei quali le streghe ancora strepitano in pieno 2015. Da Roccagrimalda a Paroldo, da Acqui Terme ai tanti borghi dell’Astigiano, le masche contemporanee esistono, “segnano” e si radunano nottetempo. Chi vi scrive abita in una zona di pianura detta “La Mascoia”, indovinate perché.
Invece Idrasca, ovvio, non esiste. Però Luigi afferma di esserci nato. L’intenzionale confusione credo faccia riferimento al nome primitivo dell’attuale Airasca, in zona di Pinerolo, che all’origine significa “luogo ricco di acque affioranti”. Inutile ricordare che l’acqua, sotterranea o in superficie, è legata alla magia e all’energia corrente e che in certi posti gli stregoni, apprendisti e di lungo corso, sono tuttora presenti….

Danilo Arona, Il libro eterno
Italia.
La Terra del cielo, del sole e del mare, il luogo dove il mistero, l’occulto, la stregoneria non sono di casa e dove i mostri non esistono. Ma ne siamo proprio sicuri?
Nascosti tra le pieghe di una realtà che spesso ci rifiutiamo di guardare in faccia esistono entità soprannaturali, tracce di un passato ancestrale che ancora convive con la modernità.
Alle volte queste entità possono entrare nelle nostre vite e sconvolgere le nostre convinzioni.
Che si tratti di una Masca piemontese, di una Sibilla dell’Appennino marchigiano o di un’antica città sepolta sotto le acque dall’Adriatico, alle volte queste entità possono irrompere nella nostra quotidianità. E quando lo fanno comincia l’Orrore.
Quello senza ritorno.

Matteo Scali, L’eco delle valli valdesi
È una scrittura che impegna i cinque sensi, quella condensata nel primo atto di “Oscure Regioni”, di Luigi Musolino.
Il testo si snoda attraverso una serie racconti che affondano le radici nel fecondo humus della tradizione popolare italiana. Dieci racconti cui corrispondono analoghe iniezioni di adrenalina, senza il pericolo di cadere nella ripetitività.
“Mi sono ispirato alle leggende del folclore italiano –racconta l’autore –: il lavoro di ricerca è stato fondamentale per dare a ogni racconto una sua precisa identità, anche stilistica”.
Non si tratta però di un volume adatto a chi voglia conservare la propria tranquillità perché Luigi Musolino, 32enne osaschese, non offre lieti fini o facili consolazioni e preferisce piuttosto tirare ceffoni di carta (benevoli) al proprio lettore. “Queste storie sono spesso il pretesto per mettere il lettore davanti a situazioni estreme e disturbanti, sperando che in qualche modo riescano a portarlo a riflettere su tematiche come la paranoia, l’isolamento, la malattia o la morte”.
I racconti parlano direttamente alle fragilità di ognuno attraverso immagini sonore, olfattive e perfino gustative; un filo diretto con le corde profonde che suonano le armonie del nostro vivere. Ma il mondo descritto dall’autore non punta a essere armonico e le note che si odono durante la lettura sono piuttosto strida di una realtà che inquieta.
Sì, perché quel che accade ai suoi personaggi rispecchia “l’imprevedibilità devastante di situazioni drammatiche che possono presentarsi nella quotidianità di ciascuno. Episodi a cui non siamo preparati ma che possono scuotere le fondamenta del nostro reale e far emergere fragilità o aspetti di noi stessi mai contemplati sino a quel momento”. Ma non è necessariamente tutto oscuro il paesaggio sullo sfondo. “Non credo sia necessariamente una visione negativa, piuttosto una presa di coscienza, un aspettarsi l’inaspettato. La speranza può trovare il suo spazio quando l’orrore viene metabolizzato e affrontato”.

Lucia Patrizi, Il giorno degli Zombi
…Questa rubrica mensile parla di e-book, ma per una volta tanto ci occupiamo anche di un volume disponibile (purtroppo) solo in versione cartacea (l’e-book di “Oscure Regioni, volume 1” è uscito qualche mese dopo questa recensione, nel settembre 2015, NdP). Solo che ne vale così tanto la pena da spingermi a consigliarlo a chiunque, come me, consideri il nostro paese come una culla di paure irrazionali, leggende da incubo e luoghi in cui perdersi e morire.
“Oscure Regioni”, di Luigi Musolino, è un’antologia di dieci racconti, ispirati al nostro folclore locale. Si tratta del primo di due volumi.
Ogni racconto è una piccola perla di orrore puro, frutto di un gran lavoro di ricerca sui miti che popolano le regioni italiane. Musolino si sposta di regione in regione, selezionando per ognuna la leggenda più terrificante, costruendo una vera e propria mappa alternativa dell’Italia, basata sulle nostre paure ancestrali. C’è spazio per spauracchi infantili, città sommerse, strane entità che vivono nei laghi, creature mostruose evocate da mazzi di carte maledetti, streghe orribili che vivono nel sottosuolo o nelle cisterne. Non saprei indicarvi il mio racconto preferito, perché la qualità è sempre elevatissima. Ma Sibillini Occhi d’Avorio, ambientato nelle Marche, mi ha fatto (per usare un”espressione molto in voga nella critica letteraria più intellettuale) cagare addosso. E I Nastri di Larrie, che si svolge in Lombardia, mi ha fatto commuovere.
Aspettando il secondo volume, non fatevi sfuggire questo in nessun modo. L’horror è vivo e lotta insieme a noi.

Alessandro Balestra, Scheletri.com
Dalla collana Memorie dal Futuro ha preso forma “Oscure Regioni”, l’antologia dedicata interamente a Luigi Musolino, vincitore per ben due volte del Trofeo RiLL, il prestigioso concorso che da oltre vent”anni premia il miglior racconto fantastico italiano, e di altri concorsi anche qui su Scheletri; quello di Musolino infatti è un nome ben noto nella nostra community.
Musolino è probabilmente uno dei più talentuosi autori italiani di narrativa horror, tra racconti, e-book e traduzioni i suoi lavori non sbagliano mai un colpo, e questa antologia ne è la conferma. Personalmente la considero la migliore del 2014.
Ma nel dettaglio di cosa parla “Oscure Regioni”?
L’Italia non è il paese del sole e del mare, titolo della prefazione del libro, rende bene l’idea dell’argomento trattato, ossia le regioni italiane e le oscure leggende che le caratterizzano. Streghe, mostri marini, serpenti, maledizioni... il folklore nostrano non ha nulla da invidiare a quello anglosassone, anzi, può essere ancora più spaventoso e terrificante, ve lo assicuro.
In attesa del volume 2, questa prima antologia infatti abbraccia solo dieci regioni italiane, lasciatevi terrorizzare un po’ dalla sapiente penna di Luigi Musolino.
Non rimarrete delusi.

Errico Passaro, Il Borghese
Le recensioni tradizionali si concentrano sulla trama del romanzo, sul suo stile, sui dialoghi o sul contesto spazio-temporale in cui si svolgono le vicende, ma il vero motore di ogni storia è il protagonista. Ci sono però romanzi e racconti corali, in cui questo “attore” o “agente” o “attante” divide la scena con altri antagonisti o comprimari oppure passa in secondo piano rispetto alla vicenda narrata: è il caso dell’antologia “Oscure Regioni”, di Luigi Musolino, prima parte di un progetto che vede riuniti venti racconti dedicati alle tradizioni fantastiche di altrettante regioni italiane: in queste storie, gli esseri umani scompaiono di fronte alle forze sovrannaturali in cui si imbattono.

Miriam Mastrovito, Il flauto di Pan
Spesso quando pensiamo ai miti e ai misteri tendiamo a volgere lo sguardo lontano; la stessa narrativa fantastica italiana sovente attinge dai paesi esteri il materiale con cui imbastire le proprie trame. Eppure l’Italia, a dispetto dei luoghi comuni che la associano al sole, alla pizza e al festoso suono del mandolino, non manca di un lato oscuro. Per imbattersi in una strega, in un folletto o in uno spaventoso mostro acquatico non è indispensabile andare lontano. Le creature magiche sono ovunque, intorno a noi, basta solo aguzzare la vista e tendere le orecchie per riuscire a scovarle.
Luigi Musolino, con il suo progetto letterario, non solo ci dà una mano in tal senso, ma si spinge un passo oltre, proponendoci un vero e proprio itinerario alla scoperta delle leggende nostrane.
L’antologia, raggruppa appunto dieci racconti che traggono ispirazione dalle storie del folclore italiano. Ciascuno si colloca in una regione diversa, divenendo tappa di un lungo percorso che attraversa l’intero stivale (e che peraltro non si conclude qui, giacché è prevista la pubblicazione di un secondo volume teso a coprire le regioni mancanti).
L’aggettivo che compare nel titolo non è casuale e ci fornisce un’interessante anticipazione sul contenuto di questa raccolta. “Oscure Regioni” perché tutti i testi hanno un taglio cupo e sono pervasi da atmosfere terrificanti. Scartando l’aura fiabesca, che solitamente connota le storie popolari narrate intorno al fuoco o sussurrate ai bambini prima di andare a letto, l’autore ci propone infatti una rivisitazione dei miti nostrani in chiave horror.
Avventurandoci fra le pagine di questo libro abbiamo dunque occasione di stupirci scoprendo, o riscoprendo, un’Italia nascosta e misteriosa e di rabbrividire a più riprese perché, vi garantisco, alcune storie sono davvero inquietanti. Leggendo si prova quasi una sensazione straniante, poiché i paesaggi, i costumi, persino i dialetti delle varie regioni sono tratteggiati in maniera tanto realistica e dettagliata da far sì che ogni luogo divenga immediatamente riconoscibile; nel contempo tuttavia ci imbattiamo in strani personaggi, riti, maledizioni che mai avremmo sospettato essere così vicini.
Ecco allora che gli allegri colori delle Sicilia affogano in buie cisterne che ospitano macabri riti mafiosi; il meraviglioso lago di Como lascia emergere dalle sue acque un mostro che non ha nulla da invidiare alla famosissima Nessie di Loch Ness; sul fondale del Mare Adriatico si cela una raccapricciante Atlantide Romagnola; un mazzo di carte napoletane si anima partorendo un letale tre di bastoni, mentre la gracchiante voce della zia Lenuccia, gobbuta grinzosa e cattiva, ci accarezza facendoci accapponare la pelle…
Maledizioni, vendette, riti arcani si rincorrono storia dopo storia, mentre uno straordinario bestiario fantastico sfila davanti ai nostri occhi attoniti e il confine tra realtà e immaginazione diviene sempre più labile.
Uno dei maggiori pregi di questi racconti risiede proprio nel legame tra la dimensione fantastica e quella reale. Per quanto siano fantasiose, Luigi Musolino non recide mai il filo sottile che collega le sue favole nere alla realtà, cosicché la paura generata dai mostri si fonde con quella provocata dalla quotidianità in cui siamo immersi e nella quale aleggiano gli spettri della mafia, dei cataclismi, dei disastri aerei, della diversità… Insomma, quelli in cui ci cala con mano da maestro, non sono incubi che svaniscono alle prime luci dell’alba.
Se siete lettori temerari e amate le emozioni forti, non vi resta che mettervi comodi e godervi questo straordinario viaggio lungo sentieri inediti, che pure portano a “casa”.

Marco Castelletti, Inkbooks
L’Italia è il Paese del sole e delle feste, di gente allegra e buona cucina. Ma l”Italia è anche un Paese di streghe e misteri, piena di cascinali e grotte abbandonate, di segreti sussurrati e orrori celati.
“Oscure Regioni” è una raccolta di racconti di Luigi Musolino. L’idea è semplice e suggestiva: un viaggio nel folklore e nelle dicerie del nostro bel paese, lontano dalla contemporaneità e vicino alla tradizione.
Dal Piemonte e le sue streghe (tema sentito particolarmente dal sottoscritto, piemontese “di campagna”), passando per le grotte di Nonno Orco in Puglia, ai tetti della case siciliane, il lettore viene accompagnato, quasi senza accorgersene, dalla scrittura di Musolino, due volte vincitore del Trofeo RiLL. Dieci racconti che si incastrano, uno dopo l’altro, nel dipingere l’Italia in vari periodi della sua storia recente, lasciando che il sovrannaturale e il folklore entrino pian pano nelle vite dei protagonisti che si avvicendano lungo il libro.
Ad emergere in primo piano su tutta la narrazione lo scritto vincitore dell’edizione 2010 del Trofeo RiLL, ’O Mammone, storia di un mazzo di carte maledetto, vendetta di un disegnatore al quale la camorra ha ucciso il figlio.
[I racconti hanno] uno stile scarno ma mai povero che coinvolge il lettore appieno e lo spinge a interrogarsi sulle sue paure, sui suoi scheletri nell’armadio, sulle sue debolezze: l’Abisso è il Grande Imprevisto nella vita di tutti i giorni, sempre pronto a spalancarsi e inghiottirci, è l’Inaspettato a cui pensiamo di rado, ma che è dietro l’angolo, pronto a ghermirci.
Un progetto interessante e ben riuscito che si completerà appieno con la pubblicazione del secondo volume.

Caterina Bovoli, La Kate dei Libri
…Venerdì ho preso in mano, per l’ultima volta e definitivamente, questo volumetto dall’inquietante cover e dal titolo promettente: racconti dell’orrore, che fa già paura preso da solo.
Ma è anche una promessa difficile da mantenere, no? Fare paura non è mica uno scherzo, no? Mi stai dicendo che mi farai avere paura: siamo sicuri?
Sì, adesso ne sono sicura.
Musolino si è seduto, ha chiesto a me di fare lo stesso, le luci si sono abbassate, le nubi hanno coperto la luna e le stelle, e lui ha cominciato a raccontare piano, lentamente, senza fretta, a bassa voce, storie di un’Italia sommersa e quasi ormai dimenticata. Leggende, superstizioni, favole… chiamatele come volete. Sono le storie – mai belle e mai a lieto fine – che raccontavano ai nostri nonni, quelle narrate per divertire ma anche e soprattutto spaventare i bambini, quelle che i ragazzini più grandi accoglievano con un’alzata di spalle ma che poi, volenti o nolenti, facevano rizzare i peli sul corpo anche a loro.
Non è certamente l’Italia della moda, delle auto, del turismo vip o del buon cibo, quella di Musolino. È un immaginifico e terribile viaggio lungo dieci regioni italiane, un lungo e dettagliato lavoro alla ricerca delle tradizioni, del linguaggio e delle creature che popolano la nostra penisola. Che siano sul fondo del mare, nelle cavità della roccia, immerse nelle profondità dei laghi o vivi, in mezzo a noi, riescono a bloccare il sangue nelle vene, la capacità di pensare lucidamente, la voglia di vivere e combattere. Sono più forti e sono ovunque. Che la vita continui, quindi, ma senza dimenticare che vicino, molto vicino, qualcosa potrebbe portarci via tutto.
Dieci racconti scritti da una mano sicura con uno stile pacato e molto elegante, quasi desueto, che profuma di tempi andati.
Buon viaggio, quindi.

Michela Meloni, Mangialibri
Dieci racconti per altrettante Regioni italiane: la dimensione horror, mistica e gotica si sviluppa a partire da miti e mostri locali, tutti già presenti nei racconti popolari e piegati dall’autore alle sue personali esigenze narrative.
Si incontrano così fra le pagine le streghe che ci spaventavano da piccoli, fameliche assassine di bambini come la Marabecca e Maria Farranka, usate dalle mamme come spauracchio per farci stare alla larga dalle cadute accidentali dentro i pozzi; Malanina la masca e il suo Libro del Comando; il Nessie italiano, Larrie, che compare fra i flutti non a Loch Ness ma nel lago di Como.
La ricerca del mito nostrano arcaico è interessante e aggiunge tinta nera e splatter alle storielle del brivido con cui i genitori sono soliti spaventare i bambini per renderli più obbedienti. […] Le atmosfere ricordano l’horror classico d’autore, soprattutto nell’ultimo racconto è evidente l’impronta lovecraftiana del Ciclo di Cthulhu.
Per chi ama il folklore e l’orrore. Meglio ancora tutti e due.
http://www.mangialibri.com/node/16528

Alessandro Girola, Plutonia Experiment
Musolino è una delle voci più importanti dell”horror nazionale, con particolare attenzione al folklore locale, al gotico rurale, al perturbante che fa breccia nel quotidiano. Dopo molte ottime prove in singoli racconti pubblicati in formato digitale, Luigi è ora uscito con la sua prima antologia personale, “Oscure Regioni (volume 1)”. Una sorta di giro d”Italia in chiave horror. La media qualitativa dei racconti è molto alta, l’acquisto è quindi più che consigliato.

Paolo Calabrò, Pagina Tre
Da plurivincitore del Trofeo RiLL a scrittore pubblicato in volume: questa in sintesi la parabola di Luigi Musolino, autore anzi di un doppio volume, perché “Oscure Regioni” è soltanto il primo dei due libri previsti, dedicati al racconto horror-gotico ispirato alla tradizione regionale italiana di cui Musolino è studioso e portavoce.
Dalla “Malanina” al “Mammone”, abbiamo qui dieci racconti nei quali la narrazione popolare – più o meno canonica e famosa – viene affrontata non solo nel contenuto, ma anche nell”ambientazione e nella lingua. Progetto ambizioso, inevitabilmente destinato a scontrarsi con dei limiti oggettivi (da nessuno si può pretendere che conosca l’ortografia di tutti i dialetti d’Italia), ma che riesce bene nel suo intento fondamentale: riportare in vita – e in maniera originale, all’interno di contesti completamente nuovi – storie semisepolte o accantonate, dotandole di autentica suspense.
Restiamo in attesa della seconda parte.

Stefano Sacchini, Cronache di un sole lontano
Nel colorato mondo della letteratura fantastica italiana una menzione speciale va fatta per gli scrittori piemontesi, in particolare per i paladini del genere horror. Tra questi, il sottoscritto ha recentemente scoperto Luigi Musolino (classe 1982), originario della provincia di Torino, autore della raccolta in due volumi “Oscure Regioni”. L’impressione di essere davanti a una scuola del terrore in “bagna cauda” si è rafforzata: una scuola o, se si preferisce, un movimento di alta qualità, esuberante, vitale.
In questo caso, siamo di fronte a due antologie per un totale di venti racconti, uno per regione a partire proprio dal Piemonte, in cui l’autore descrive gli orrori che da sempre circondano gli abitanti del Bel Paese e che questi, più o meno consapevolmente, non vogliono vedere. Orrori millenari che hanno le radici nel folclore nostrano e si celano non solo nelle viscere del sottosuolo, tra i resti delle antiche civiltà o nelle profondità marine (qui l’influenza del solitario di Providence è tanto palese quanto forte) ma anche dove meno te li aspetti: nelle realtà urbane di oggi e nella splendida provincia, ricca di tradizione, di luci e di ombre. Proprio il forte filo conduttore permette di leggere questa raccolta come fosse un romanzo o meglio un diario di viaggio.
Con uno stile brillante, a tratti raffinato, Musolino immerge il lettore in atmosfere quanto mai varie e al tempo stesso accurate - notevole l’attività di documentazione dell’autore sui miti regionali - dove l’elemento in comune è sempre un uomo qualunque, apparentemente privo di connotati speciali, calato nei panni del protagonista e proiettato contro la sua volontà in una spirale irrefrenabile di incubi e terrore. Raramente il finale è lieto.
Una lettura consigliata a chi apprezza il soprannaturale, la follia che irrompe nel quotidiano, le favole che improvvisamente si popolano di creature mostruose, sanguinarie e che, soprattutto, non lasciano scampo al malcapitato di turno.

Elena Ludovisi, QLibri e Rosebud
Da piccola ero convinta che la villa abbandonata davanti casa mia fosse infestata da spiriti e fantasmi, e leggere il primo volume di “Oscure Regioni” è stato un po’ come tornare indietro negli anni.
Rifacendosi all’idea di short story, il primo libro di Luigi Musolino si presenta come una raccolta di dieci racconti horror basati sulle leggende locali di Piemonte, Sicilia, Abruzzo, Campania, Puglia, Marche, Calabria, Lombardia, Sardegna ed Emilia-Romagna – a tal proposito, colgo l’occasione per complimentarmi con l’autore della conoscenza dei relativi dialetti […].
Una volta scivolati tra le grinfie di mostri e streghe fattucchiere non avrete più neanche il tempo di respirare; le antiche creature, per troppo tempo emarginate ai confini del mondo, scatenano furibonde le loro capacità mostruose. Ad esempio in Crustumium, la Profondata regna il Caos, è il lato terrificante del Dionisiaco che travolge tutto ciò che incontra, è il giorno dell’Apocalisse, è morte e distruzione. Tuttavia l’autore non indaga solo sull’orrore e le sue origini: I nastri di Larrie è una storia d’amore e di solitudine, dove i personaggi sono travolti dal dolore della separazione. Ma come dice a pag. 110, c’è qualcosa - un legame spirituale, un ricordo impresso nella memoria dell’anima – “che rimane, sempre”. Di notevole intensità anche Cani d’acqua, la storia di un altro tipo d’amore, quello di un padre per i suoi figli.
Mentre in “Vuoi star zitta per favore?” Raymond Carver ci propone ventidue racconti brevi su come la vita possa lasciarsi obnubilare dalla quotidianità e dall’apatia emotiva, Luigi Musolino, condividendo la stessa scelta stilistica dello scrittore americano, ci racconta delle atroci vicende di persone costrette a vivere un’intensa esperienza col paranormale. Paranoia, paura, panico e amore sono i sentimenti che albergano nell’animo dei personaggi, come se volesse sottolineare che l’uomo, laddove è chiamato ad affrontare gli imprevisti della vita, non è altro che un turbinio di emozioni impossibili da gestire. Quando il Mostro si rivela in tutta la sua indomabilità, l’animo umano emerge con le sue fragilità e la sua incommensurabile piccolezza dinnanzi a fatti inspiegabili.
Devo dirlo, non sono particolarmente suscettibile all’horror, purtroppo ho passato da tempo la fase della vita in cui tremavo al pensiero di cosa si nascondesse nella casa abbandonata. Ma “Oscure Regioni” si è rivelato un avvincente libro dell’orrore, le situazioni descritte sono talmente accattivanti che invogliano a leggere ogni storia tutta d’un fiato. Ed è proprio questo che fa di un libro un buon libro: la capacità narrativa del suo autore.
Non voglio togliervi il piacere di gustarvelo accoccolati sul divano davanti al camino scoppiettante, però posso garantirvi che se siete alla ricerca di emozioni forti allora questo è il regalo che vi dovete fare. Con “Oscure Regioni” scoprirete i più reconditi segreti del folclore italiano, vi immergerete in esperienze lontane dalla realtà, vi imbatterete in personaggi fantastici e... vi domanderete se la villa abbandonata davanti casa vostra non fosse realmente abitata dalle masche, le “mitiche creature della demonologia popolare”.

Marcello Bonati, Intercom
…I racconti di questa antologia, che è la prima delle due previste, hanno un denominatore comune: trattano tutti, o quasi, di miti del folclore popolare, di quei mostri di cui si racconta attorno al focolare per spaventare i bambini e farli comportare bene. […] Oltre ai racconti sui vari Babau che abbiamo detto, l’antologia ne comprende anche alcuni che trattano sì di leggende del folclore popolare, ma non di quel genere.
Sibillini occhi d’avorio, con la Sibilla antichissima che rapisce umani per renderli come lei, Cani d’acqua, con quella terrificante creatura di distruzione che può facilmente essere la trasfigurazione della potenza distruttrice della natura quando è infuriata, e, soprattutto, I nastri di Larrie, che racconta non di un mostro, ma di questa creatura dall’alienità totale, ma esteticamente splendida, e amichevole, che sarà praticamente l’unica ragione di vita per un uomo.
I racconti sono scritti in una buona prosa, nella quale qua e là spuntano delle battute di un bell’umorismo che stemperano l’inquietudine forte, intensa, che li pervade tutti.
In ognuno il terrorizzante viene spinto all’estremo limite, oltre il quale ci sarebbe il ridicolo, la stonatura, ma senza mai superarlo. Che è la cosa più difficile, per chi scrive horror.
A volte quasi si vorrebbe che quanto si sta leggendo finisse il prima possibile, da quanto orrore trasuda. E per quanto irrazionale ciò sia. Tranne, ovviamente, che in “I nastri di Larrie”, che non è un horror, per quanto il protagonista viva un intenso dolore interiore, ma un ottimo racconto fantastico, come ho detto a mio parere sicuramente il migliore della raccolta.
Attendiamo quindi ansiosamente la seconda parte [del progetto editoriale].