La Maledizione e... - Rassegna recensioni

La Maledizione e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni, l’antologia uscita nell’anno del ventennale del Trofeo RiLL (e dell’edizione con ben 345 partecipanti al concorso!) ha ricevuto molte segnalazioni e recensioni.

Oltre a quanto riportato in questa pagina, ringraziamo la rivista Linus, la free-press friulana I-Magazine, l’Associazione World SF Italia e i tantissimi siti web che hanno parlato del libro e del Trofeo RiLL.
L’elenco sarebbe davvero lungo, ma vogliamo citare almeno Fantasy Magazine, Fantascienza.com, Pagina Tre, La Zona Morta, Satyrnet, Liberweb, MeLoLeggo.it, 2099.it, Progetto Babele, Rosebud e il Portale Giovani del Comune di Firenze.
(ci scusiamo, ovviamente, con chi non abbiamo citato... essere esaustivi era davvero impossibile).

Detto ciò, veniamo alla rassegna delle recensioni più significative:

(Daniele Barbieri, La Bottega del Barbieri)
…Apre l’antologia il racconto risultato vincitore nel XX Trofeo, ovvero La Maledizione del Premio Di Biasio Agresti Salottolo Illiano De Scisciolo, di Michele Piccolino. Divertente… E infatti Piccolino ha organizzato un premio Douglas Adams di fantascienza umoristica, a dimostrare che quello è proprio il suo brodo preferito.
Scacchi e coma al centro di Variante chiusa, secondo classificato, di Alain Voudì, genovese e giramondo.
Ben scritto – come sempre – ma difficile in qualche passaggio La distanza tra le eternità, di Massimiliano Malerba, che si misura con le percentuali di “presenza divina sulla Terra”; sconsigliato ai ratzingeriani più ortodossi.
C’è anche una donna nel quintetto dei premiati: Ilaria Tuti con Above e, se fossi stato in giuria, forse l’avrei fatta salire sul “gradino più alto”: originale quanto angosciante, commovente il giusto e, per inciso, fra questi cinque forse il più fantascientifico. Ma anche La tessera di Luca Simioni mi è piaciuto assai: all’altezza dei nostri (brutti) tempi come contenuti, ma con una scrittura cesellata come in epoche migliori di questa.
A proposito. Se esistono un barometro e un termometro io mi immagino che da qualche parte esista un fantastometro per misurare il livello del fantastico nel mondo detto “reale”: il concorso RiLL mostra che il livello (la temperatura?) in Italia è ben sopra il minimo, almeno in questo campione dai 345 racconti partecipanti e con un occhio agli anni precedenti.
Più difficile trovare un fantastometro per l’Europa, ma RiLL ci sta lavorando: dall’anno scorso infatti il volume della serie Mondi Incantati getta uno sguardo su alcuni concorsi letterari – in Finlandia, Gran Bretagna, Irlanda e Spagna – che si sono gemellati con i “Riflessi di Luce Lunare”.
Quello finito nell’antologia 2014 è un buon quartetto: le mie preferenze vanno alle sottigliezze dell’Articolo 45.1 del madrileno Aitor Solar Azcona e alla scrittura incantatrice di Nei pressi del fiume prosciugato dalla diga, del londinese D. J. Cockburn.
A chiudere il volume i quattro vincitori (ex aequo) di SFIDA, un concorso parallelo al Trofeo RiLL che quest’anno “obbligava” i partecipanti a inserire un sonetto nel racconto.
Mi sono piaciuti tutti e quattro. Un po’ di più – per il mio amore/ terrore delle miniere e per il fascino che hanno su di me le storie che incrociano la Sardegna – Il morbo delle grotte, di Roberto Fogliardi. Ma anche salire sulla nave-racconto La Crepuscolo degli Dei mi ha stregato: Davide Carnevale sa giocare con la tenerezza; una riga di più ed era melassa, così invece mette in crisi… anche senza tener conto che il sonetto in questione [in questo racconto] è di un tal Shakespeare.
Se volete confrontarvi con le difficoltà della “poesia aliena” eccovi Giulia Abbate, con Frammento n. 83 o “dei Silenziosi”, mentre soffia davvero in modo strano Il vento di Vanoor, di Alberto Cecon.
Insomma un buon libro.

(Federica Di Bartolo, Fuoriprogramma.net)
...Il volume è un vero piccolo scrigno di perle letterarie, costituite dai racconti brevi dei vincitori del Trofeo RiLL, del concorso SFIDA (riservato a chi è stato più volte finalista del Trofeo RiLL) e di concorsi letterari per racconti fantastici banditi in Finlandia, Gran Bretagna, Irlanda e Spagna. […]
È un viaggio alla scoperta di mondi diversi, di una visione della realtà completamente lontana e al tempo stesso così reale, dove emergono i sentimenti, la paura, la rassegnazione, l’amicizia, l’amore e la disperazione. Attraverso una carrellata di elementi diversi, il lettore viaggia attraverso la coscienza e l’universo intimo e personale di ogni autore.
Così, ci si ritrova immersi in un illogico mondo costellato di paure e superstizioni, dove la scienza lotta contro le ataviche credenze e la magia, oppure si vaga per il mondo inseguendo dei simpatici “cani da tartufo della passione romantica”, alla ricerca della propria compagna per la vita, alla scoperta dell’amore, oppure si gioca a scacchi con la morte.
Tanti gli stili, tanti i mondi rappresentati, un unico filo rosso però li accomuna ed è l’amore per il fantastico, costituito da una fantasia che spazia dai toni del genere fantascientifico a quelli dell’horror, dal dramma all’immaginifico. Sono tredici racconti che esplorano e immergono il lettore in sentieri inesplorati, dove la gamma dell’intimo umano prende vita tinteggiando la realtà di visioni oniriche e suggestive, in una congerie di momenti, piccoli e brevi quadri dove l’Io lascia il posto ad un canto corale, dove la realtà di molti si restringe a monologhi interiori o soliloqui. Diversi punti di vista, diversi modi di approcciare alla realtà descritta come soggettiva, come unica e irripetibile visione del tutto.
La Maledizione e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni  è un’antologia pregevole, capace di intrattenere, far ridere, ma soprattutto in grado di far riflettere il suo lettore. Il passaggio da un testo ad un altro, da un autore ad un altro è ben organizzato e strutturato, dunque non ci sono salti che lasciano il lettore disorientato, come avviene molto spesso nelle opere di raccolta di testi diversi; il che dimostra il lavoro certosino dei suoi curatori.

(Andrea Ligabue, La Gazzetta di Modena)
Un tuffo nel mondo del fantastico per un volume curato da uno staff cresciuto all’insegna del gioco di ruolo.

(Miriam Mastrovito, Il Flauto di Pan)
Il Trofeo RiLL non ha bisogno di presentazioni, giunto ormai alla sua ventesima edizione, sin dal 1994 rappresenta un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di narrativa fantastica.
La Maledizione e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni è l’antologia pubblicata a conclusione dell’ultima edizione (2014) e a renderla speciale non è solo il suo legame con la celebrazione del ventennale, ma anche una novità che la vuole unica nel suo genere, conferendole un respiro internazionale. Insieme ai cinque racconti premiati del concorso italiano, la raccolta ospita, infatti, quattro racconti, vincitori di celebri concorsi, sempre di narrativa fantastica, organizzati in altri paesi europei (nello specifico in Spagna, Finlandia, Regno Unito e Irlanda).
A chiudere la carrellata, si aggiungono poi i quattro racconti vincitori del concorso SFIDA, competizione parallela al Trofeo RiLL, che ogni anno invita i partecipanti a misurarsi con una prova diversa. Per l’edizione del 2014 la SFIDA consisteva nel mischiare prosa e poesia scrivendo un racconto che contenesse un sonetto.
Il modo in cui si articola il volume promette sin da subito una grande varietà e si tratta di una promessa ampiamente mantenuta. Inoltrarsi fra le sue pagine significa godersi una scorpacciata di testi che, spaziando dal fantasy all’horror, alla fantascienza, ci trascinano al di là del reale, alla scoperta di nuovi universi o di finestre temporali alternative.
Dalla superstizione tipica della nostra Italia del sud che, facendo leva sul vecchio adagio “non è vero ma ci credo”, fornisce l’input al racconto La Maledizione… (da cui il titolo all’antologia), si passa in una zona di confine, quella del coma, in cui vita e morte giocano l’ultima partita (Variante chiusa). Da un futuro in cui l’elezione di un nuovo Papa, che avrà il compito di salvare il mondo, viene affidata a strani calcoli statistici (La distanza fra le eternità), si finisce in un altro futuro non meno inquietante in cui il ricambio d’organi umani è garantito da “capsule” che hanno tutta l’aria di esseri senzienti (Above), per approdare, infine, in una società in cui gli inoccupati rappresentano ormai la norma e vivere diventa sempre più qualcosa che somiglia a una spasmodica ricerca di modi per occupare un tempo vuoto, facendo affidamento su risorse minime (La tessera).
Il passaggio alla sezione che ospita i racconti stranieri è caratterizzato dalla stessa varietà.
Se l’autore spagnolo ci regala un racconto in grado di rievocare piacevolmente l’intramontabile Fahrenheit 451 di Bradbury, collocando (in un domani ormai privo di libri cartacei) degli inquietanti e-reader distribuiti allo scopo di pilotare le coscienze (Articolo 45.1), l’autore irlandese ci narra di speciali cani da tartufo capaci di individuare l’anima gemella di ciascuno annusandone il cuore (I cani da tartufo della passione romantica…). Mentre l’autrice finlandese tratteggia atmosfere e paesaggi dal sapore quasi antico, collocandovi una delicatissima trama che affronta il mistero della morte (La treccia), l’autore inglese ci riferisce del recupero di un misterioso asteroide (Nei pressi del fiume prosciugato dalla diga).
Non meno sorprese ci riserva la sezione finale del volume, in cui i versi di Shakespeare si alternano a quelli composti per l’occasione dagli SFIDAnti, inserendosi con naturalezza in storie che narrano di fantasmi e grotte infestate (Il morbo delle grotte), di venti extraterrestri (il Vento di Vanoor), di mondi artificiali (La Crepuscolo degli Dei) o di poesia aliena (Frammento n. 83 o “dei Silenziosi”).
Il ventaglio di contenuti, generi e stili, è così ampio che ce n’è un po’ per tutti i gusti. Unico fil rouge ad attraversare il libro è l’altissima qualità dei testi selezionati. Un avvincente quanto ricco viaggio nell’immaginario, nostrano e non, scandito da tappe che compongono un itinerario fantastico senza confini.

(Angelo Benuzzi, il Futuro è tornato)
…ci sentiamo di poter dire che un volume come questo non ha paragoni in Italia. Per questo va premiato, nel senso di sottolineare quanto sia difficile trovare nel nostro paese pubblicazioni realmente aperte a tutti i generi del fantastico.
Ad aprire le danze troviamo Michele Piccolino, con il suo La Maledizione del Premio Di Biasio Agresti Salottolo Illiano De Scisciolo, racconto fantastico che ha vinto la ventesima edizione del Trofeo RiLL. Si tratta di una storia agrodolce, fortemente satirica del sottobosco di tanti (troppi) premi letterari e di un certo mondo che vi orbita intorno. A suo modo, riesce a strappare più di un sorriso e a lasciare la curiosità di leggere altro di questo autore. Non è poco, specie di questi tempi.
Segue Alain Voudì con Variante chiusa, altra storia ascrivibile al fantastico, dove l’autore dimostra un coraggio non indifferente. Rielaborare un tema come la partita a scacchi con la Morte è come affrontare un campo minato ad occhi bendati, ma l’autore ne esce benissimo, con grande stile. Complimenti sia per la scelta del vino che per la partita, due note di classe.
Massimiliano Malerba ci porta la prima nota fantascientifica del volume, con La distanza tra le eternità; il racconto è notevole per la premessa tecnica, uno spunto legato al background professionale dell’autore, e per lo svolgimento, condotto con mano ferrea. La storia in sé non è proprio il top dell’originalità ma va anche detto che ci è capitato di leggere romanzi con meno idee di questo racconto (e non solo quest’anno).
Ilaria Tuti continua la serie a toni science-fiction, con il suo Above, escursione sul tema della clonazione con più di un twist in poche pagine. Davvero non male come forza espressiva ma sul piano dello sviluppo avremmo preferito leggere qualche parola di più. […]
A Luca Simioni, con il suo La tessera, il compito di mostrarci un possibile futuro legato all’estrema proiezione della precarietà – riflessione in cui non è difficile cogliere gli echi dell’attualità del nostro paese – un tentativo ben riuscito, al punto da essere brillante. Rimane sospeso tra toni da fantascienza vecchia scuola e il vicino futuro, il connubio è ben riuscito.
Arriviamo ora alla sezione dedicata agli ospiti stranieri di questa antologia, aperta da Aitor Solar Azcona, che ha vinto il premio Domingo Santos con il suo racconto Articolo 45.1. Qui siamo dalle parti della citazione usata come base di partenza, il riferimento è a Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, per un mondo distopico decisamente più fine come basi, a cui non mancano risvolti sospesi tra Orwell e alcune teorie complottiste. Davvero interessante. La traduzione è di Francesco Troccoli.
Passiamo all’Irlanda, per trovarvi Ian Wild e il suo I cani da tartufo della passione romantica e del desiderio. Si tratta del vincitore dell’Aeon Award Contest e ci porta in dono un racconto fantastico con notevoli risvolti umoristici e più di una citazione colta. Gradevole, ma niente di più. Traduzione di Emiliano Marchetti e Alberto Panicucci.
Ancora a nord, fino alla Finlandia e alla vincitrice del premio Nova, Jaana Lethio. La treccia è un lungo excursus nel folklore finnico, con numerosi cenni a capisaldi della letteratura locale. […]
Torniamo in terra cognita con DJ Cockburn, che ha vinto il James White Award con il suo Nei pressi del fiume prosciugato dalla diga. È una storia di fantascienza del basso futuro, con una credibile ambientazione thailandese che aggiunge un buon tocco esotico. Interessante e ben scritta, altro autore da tenere ben presente per il futuro. Traduzione di Emiliano Marchetti.
Arriviamo all’ultima sezione del volume, dedicata ai partecipanti del trofeo SFIDA.
Si comincia con Roberto Fogliardi e il suo Il morbo delle grotte, un racconto dalle venature horror ben ispirato nel suo tema di base. Diciamo che fa guardare con altri occhi sia al turismo in luoghi esotici che alle storie, spesso tristi, dei nostri emigranti.
Passiamo ad Alberto Cecon e a Il vento di Vanoor, storia sospesa tra il difficile connubio fantasy-fantascienza e una dose notevole di reminescenze della Golden Age. Verrebbe da citare Jack Vance e alcune pagine di Moorcock, ma solo come fonte di ispirazione. È una strada difficile da percorrere, ma serve un po’ d’azione per renderla viva.
Davide Carnevale, con La Crepuscolo degli Dei, ci porta in un futuro molto lontano che pare essere matriarcale nel suo sviluppo. La storia unisce una nave bicentenaria e una giovane diplomata d’accademia, tra accenni di una società stratificata e l’ansia di avervi un ruolo. […]
Chiude Giulia Abbate con il suo Frammento N. 83 (o dei Silenziosi), una storia pregevole che riesce a fotografare con poche parole i vizi della nostra specie, specialmente quando si trova in una posizione di superiorità. Gli Esseni sono una metafora eccellente di tante cose che abbiamo visto nel diciottesimo e nel diciannovesimo secolo. Questa è buona fantascienza.

(Marco Giorgini, KultUnderground)
L’edizione 2014 dell’antologia realizzata da RiLL è particolarmente ricca e interessante. I tredici racconti di genere fantastico superano (o incrociano) le consuete classificazioni di genere, fornendo al lettore una rosa così ampia di tipologie di storie che è impossibile rimanere delusi.
[…] Questo perché l’antologia RiLL non è solo l’antologia del concorso letterario Trofeo RiLL, ma si propone piuttosto come una ricca rivista tematica nella quale trovano spazio ben tre sezioni distinte. La prima contiene, sì, i primi cinque classificati dell’edizione 2014 del Trofeo, mentre le altre due raccolgono rispettivamente le opere vincitrici (tradotte) di concorsi gemellati di altri paesi europei e quelle di SFIDA – una gara con vincoli a cui possono accedere solo i finalisti di precedenti edizioni del Trofeo RiLL.
Ma partiamo con ordine.
Apre la prima sezione dell’antologia il vincitore del Trofeo RiLL 2014: La Maledizione del premio Di Biasio Agresti Salottolo Illiano De Scisciolo, di Michele Piccolino – un racconto fantastico surreale e comico, non è di facile classificazione, che riesce a collegare i dietro le quinte di un concorso letterario con la più classica delle maledizioni e che colpisce, oltre che per lo stile, anche per l’originalità.
Segue Variante Chiusa di Alain Voudì - una storia ampia e ben scritta, in cui la tematica classica del giocare a scacchi con la morte è innestata in una cornice personale molto interessante; per poi procedere con La distanza tra le eternità, di Massimiliano Malerba – testo in cui il fantastico congiunge religione e tecnologia, quando, durante un conclave, viene commissionata ad un esperto di data mining la ricerca del miglior Papa possibile; passando ad Above di Ilaria Tuti - ottimo racconto, con un bel finale, che offre una variante sul tema degli organi di rimpiazzo -, per concludere con La tessera di Luca Simioni, che, come il racconto vincitore, unisce all’aspetto fantastico (in questo caso distopico) una elaborazione stilistica particolare quanto originale.
E se non c’è nulla da eccepire sulla qualità di questi primi cinque testi, dubito si possa dire di meno per i successivi quattro, che giungono da altri paesi europei. Articolo 45.1, di Aitor Solar Azcona (premio Domingo Santos, Spagna) è una ottima rielaborazione (moderna) del tema di Bradbury; I cani da tartufo della passione romantica e del desiderio, di Ian Wild (Aeon Award Contest, Irlanda), è un testo brillante e geniale, che strappa un sorriso per l’idea e la realizzazione impeccabile; La treccia, di Jaana Lehtio (premio Nova, Finlandia), è uno splendido e cupo racconto fantasy legato alla mitologia finnica e Nei pressi del fiume prosciugato dalla diga, di DJ Cockburn (James White Award, Regno Unito), è un racconto di fantascienza colto e strutturato, ambientato in Thailandia.
Complesso quest’anno il vincolo dato per la SFIDA (che imponeva la presenza di un sonetto all’interno del racconto), ma ben gestito dai quattro vincitori che, pur nell’estrema differenza dei loro scritti, si sono cimentati in un numero più ridotto di generi.
È infatti horror il bel Il morbo delle grotte, di Roberto Fogliardi, ma sono tutti di genere fantascientifico Il Vento di Vanoor di Alberto Cecon, La Crepuscolo degli Dei di Davide Carnevale e il peculiare Frammento n° 83 di Giulia Abbate.
Bella come sempre la copertina firmata da Valeria De Caterini.

(Cinzia Ciarmatori, Mangialibri)
…Questo volume, il dodicesimo della collana, raccoglie i primi quattro racconti classificati [del XX Trofeo RiLL] e un importante gemellaggio con quattro premi stranieri banditi in Finlandia, Irlanda, Gran Bretagna e Spagna. I vincitori di questi concorsi sono entrati a far parte con il loro racconto di questa raccolta.
Infine, altri quattro racconti sono i vincitori ex aequo di SFIDA, premio letterario gratuito in cui gli autori erano chiamati ad inserire obbligatoriamente all’interno della narrazione un sonetto di un autore italiano o straniero.
Un volume davvero pieno di suggestioni per gli amanti del genere.

(Nicola Parisi, Nocturnia)
…All’interno di questa raccolta sono rappresentati quasi tutti i generi e sotto-generi del fantastico senza preclusione alcuna, cosa abbastanza inedita nel panorama editoriale nostrano.
Inoltre RiLL prosegue la sua proficua politica dei gemellaggi internazionali, politica che ha permesso di presentare nel nostro paese alcune opere premiate in molti dei più importanti concorsi letterari organizzati in Europa e, al contempo, di poter far tradurre in questi stessi paesi i racconti vincitori del Trofeo RiLL.
Anche quest’anno il volume è composto da tredici racconti suddivisi in tre sezioni.
I cinque racconti iniziali sono i premiati del XX Trofeo RiLL, a cui seguono quattro scritti di provenienza straniera (vincitori dei succitati premi europei gemellati col Trofeo RiLL), per finire con ulteriori quattro racconti premiati nel contest parallelo chiamato SFIDA – altro premio organizzato da RiLL e riservato ai finalisti delle passate edizioni del concorso principale.
Veniamo però adesso alle storie.
Si comincia con il racconto vincitore di questa edizione: La Maledizione del Premio Di Biasio Agresti Salottolo Illiano De Scisciolo, un titolo lunghissimo per una storia divertente, ironica e che satireggia con classe nei confronti del mondo dei premi accademici ed anche di tutta l’umana fauna che lo popola; scritta in maniera intelligente da Michele Piccolino, questa novella si chiude lasciando più di un sorriso.
Molto bella anche l’opera che si è classificata al secondo posto: Variante Chiusa, di Alain Voudì, piacevole storia di un uomo in coma poco desideroso di lasciare il mondo, che affronta una eterna partita a scacchi con la Morte. Morte che, per complicare le cose, assume le sembianze della Donna Amata dall’Uomo. Variante Chiusa è un racconto la cui lettura scorre veloce, ricco di riferimenti classici e che piacerà sicuramente a tutti i giocatori di scacchi ed anche agli appassionati di vini.
La fantascienza arriva con il terzo classificato (La Distanza tra le Eternità, di Massimiliano Malerba) e anche con il quarto intitolato (Above, scritto da Ilaria Tuti), due opere forse non originali nei temi che trattano, ma comunque ben scritte. Specialmente la prima, mentre l’opera della Tuti forse avrebbe avuto bisogno di qualche pagina in più (parere personale).
Chiude la sezione La Tessera, classificatasi in quinta posizione e realizzata da Luca Simioni. Sempre parlando a titolo personale, ammetto che La Tessera che è forse il racconto che mi è piaciuto maggiormente di tutto il volume. Sarà dovuto alla peculiare situazione italiana, sarà che quello della precarietà del lavoro è un argomento destinato a divenire sempre più centrale (quanto avrà anche influito la mia personale situazione, questo non lo so dire) Sta di fatto che il racconto "prende", e anche molto. Dopotutto, la migliore fantascienza non è quella che con la scusa di parlare del nostro futuro, in realtà finisce per descrivere il nostro presente ed il nostro quotidiano spicciolo? Lettura consigliatissima.
Come l’anno scorso ho particolarmente apprezzato anche la seconda sezione, quella che presenta gli scritti trionfatori in alcuni concorsi internazionali; nello specifico stiamo parlando del contest spagnolo Domingo Santos, del finlandese premio NOVA, dell’Aeon Award Contest (Irlanda) e del James White Award (Regno Unito).
Interessante assistere quindi alla profonda varietà delle produzioni europee ed anche alla vitalità del sottobosco di autori ed appassionati esistente nei vari paesi. I temi dei racconti ospitati sono i più vari possibili: si va dall’utilizzo del folklore finnico […] de La Treccia - qui le citazioni dal poema nordico Kalevala abbondano -, realizzato dalla scrittrice finlandese Jaana Lehtiö, per arrivare fino ai temi ambientali e alla critica della rapacità delle multinazionali dell’inglese Nei pressi del fiume prosciugato dalla diga, scritto da DJ Cockburn (considerando anche il recente successo di romanzi come La Ragazza Meccanica di Paolo Bacigalupi ritengo che questo possa diventare - giustamente- un altro dei temi ricorrenti all’interno della narrativa di genere dei prossimi anni).
Se dovessi scegliere il racconto migliore di questa tranche del volume però non avrei dubbi nell’indicare l’irlandese Ian Wild col suo I Cani da Tartufo della Passione Romantica e del Desiderio. Titolo lunghissimo per un'opera surreale quanto basta, disperatamente romantica e completamente folle dalla prima all’ultima riga.
Chiude il volume la parte dedicata al concorso parallelo SFIDA; quest’anno il tema scelto era il Sonetto, con la richiesta ai partecipanti di inserirne uno all’interno dei propri scritti.
Tra i quattro racconti, segnalo quello che per me è l’opera più riuscita, cioè l’orrorifico Il Morbo delle Grotte, dell’anconetano Roberto Fogliardi […].
L’anno scorso mentre scrivevo la mia recensione concludevo l’articolo sostenendo più o meno che l’antologia esaminata quella volta si rivelava: “una proposta valida su due livelli: da un lato riesce a dimostrare come nel nostro paese si riesca (ancora) a scrivere buona narrativa fantastica, magari segnalando anche talenti italiani che oltretutto (come nel caso di Musolino) spesso lavorano su ambientazioni e temi locali, dall’altro è un tentativo, raro anch’esso qui da noi, di porsi come ponte tra quanto accade nel nostro paese e le realtà europee”.
Bene, sono felice di poter confermare la mia opinione anche nel caso de La Maledizione.

(Federica Di Bartolo, VISUM)
…Un viaggio alla scoperta di mondi diversi spaziando fra fantasy, fantascienza, horror, dramma e molto altro, ma tutti i racconti hanno un denominatore comune: il fantastico. É un itinerario ricco di momenti emozionanti, in cui topos tipici della letteratura classica si mescolano a visioni oniriche e suggestive, oppure si immergono nella più pura superstizione regionale.
Il lettore viaggia non solo fra stili diversi, perché ogni autore ha il suo modo di raccontare se stesso e il suo mondo, ma al tempo stesso naviga oscillando fra realtà e finzione, fra universi diversi e tempi alternativi. È una vera e propria immersione in un “altro” così reale eppur distante, perché nato dalle singole esperienze e dal vissuto degli autori.
Si parte dalla vita reale, densa di superstizioni e piccole paure, che fanno leva sull’idea che “non ci credo, ma non si sa mai”, con un racconto scritto da Michele Piccolino, in cui un professore universitario, Cardillo Cupo, deve fare i conti con la maledizione che si abbatte su ogni Presidente di giuria di un premio letterario di poesia. Un racconto pregevole dove il dialetto, ovviamente italianizzato per permetterne la comprensione al lettore, fa la sua apparizione e adorna con grazia e ironia la pagina letteraria.
[…] Accanto ad autori italiani appaiono racconti di autori stranieri, […] legati fra loro dall’amore per il fantastico e dalla capacità di osservare il mondo che ci circonda con ironia e fantasia e di descriverlo evidenziando virtù e vizi della realtà.

(Marcello Bonati, Intercom)
…come in ogni antologia [Mondi Incantati] che abbiamo commentato finora, la qualità dei racconti è piuttosto buona.
Forse, quest’anno, lo sono di più per le idee che per il modo nel quale sono esposte; ma, d’altro canto, la nostra è più una letteratura d’idee.
Dei racconti del Trofeo RiLL io ho apprezzato particolarmente Variante chiusa e Above, poetici e ben scritti, il primo con un’idea che, per quanto non originalissima, è comunque intrigante, e il secondo che va a toccare un argomento di scottante attualità. Anche La tessera mi è piaciuto abbastanza, per l’idea.
[…Il racconto] spagnolo è una buona variante delle utopie negative, e poi intriga il lettore proprio per il suo essere sulla lettura. E il [racconto] britannico, fantastico solo nella cornice, è decisamente il migliore, molto ben scritto, poetico, e che va a toccare un argomento d’interesse attuale come quello della disparità fra società ricche e povere.
Ma il meglio mi sono sembrati i racconti di SFIDA, dei quali ben tre su quattro sono molto buoni, Il vento di Vanoor, La Crepuscolo degli Dei e Frammento n. 83 o "dei silenziosi"; poetici, ognuno a modo proprio, quello del Carnevale mi è sembrato il migliore di tutti.
[...] E allora, come ogni anno, facciamo i migliori auguri a quest’ottima iniziativa, che ha ormai una bella consistenza, legata com’è ormai da tempo a Lucca Comics & Games, di poter proseguire ancora per molti anni.

(la recensione di Marcello Bonati è, in realtà, molto più lunga e dettagliata; contenendo però un certo numero di anticipazioni sui singoli racconti, e i loro finali, abbiamo deciso di pubblicare qui solo una parte della recensione, che potete comunque leggere per intero sul sito di Intercom)