XVIII Trofeo RiLL: finalisti e giudizi della Giuria

Questa pagina ospita una breve rassegna dei commenti dei giurati del XVIII Trofeo RiLL sui dieci racconti finalisti. Un “omaggio” al lavoro di ciascun autore, e un modo per rendere pubblico il contributo critico dei nostri amici giurati.

I racconti sono distinti in premiati e menzionati, sulla base dei risultati del concorso.
I quattro testi premiati escono nell’antologia Il Carnevale dell’Uomo Cervo e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni (collana Mondi Incantati), insieme ai racconti di molti scrittori giurati del concorso e ai testi da noi selezionati nell'ambito dei premi SFIDA e di Un Racconto in Mostra.
Tutti i dieci finalisti del XVIII Trofeo RiLL sono poi pubblicati nell'e-book Aspettando Mondi Incantati 2012, sempre curato da RiLL.

In questa pagina presentiamo anche l’autore di ciascun racconto, con delle brevi note biografiche. Una scelta con cui vogliamo dedicare spazio e attenzione a chi ci ha sostenuto nel modo per noi più gradito: inviandoci un bel racconto.

Racconti Premiati

Primo Classificato, Vincitore del XVIII Trofeo RiLL
Il Carnevale dell’Uomo Cervo
di Luigi Musolino (Torino)

- Una riuscita storia a metà fra l’horror e il grottesco, che prende spunto dalla tradizione popolare italiana (in particolare dal carnevale dell’Uomo Cervo di Castelnuovo al Volturno, in Molise).
- Scrittura solida e un finale azzeccato rendono il racconto tanto avvincente quanto convincente.
- Uno stile scorrevole e mai forzato valorizza al massimo una storia insieme classica e sorprendente, conclusa in un modo “intelligentemente ecologico”.

Luigi Musolino è nato nel 1982 in provincia di Torino, dove vive e lavora.
Affascinato dall’universo fantastico e horror sin da bambino, comincia a scrivere durante gli anni del liceo.
Dal 2008 collabora con la Dagon Press, scrivendo articoli per la rivista Studi Lovecraftiani. Sempre per la stessa casa editrice ha tradotto e curato due antologie di racconti di Carl Jacobi (“Rivelazioni in Nero”, 2009; “Ritratti al Chiaro di Luna”, 2010).
Ha partecipato a svariati concorsi letterari, vincendo, fra gli altri, il Sanguinario Valentino, il 300 parole per un incubo, il NeroPremio e il Circo Massimo. Ha vinto il Trofeo RiLL nel 2010, con il racconto “O Mammone” (pubblicato nell’antologia “Riflessi di Mondi Incantati”).
Suoi racconti sono stati pubblicati su antologie di diversi editori (Delos Books, Il Mondo Digitale…).
Per Edizioni XII ha tradotto il romanzo horror-apocalittico “I Vermi Conquistatori” di Brian Keene, nelle librerie dal 2011.

Secondo Classificato
La ragazza che non sapeva contare
di Paola Urbani (Roma) ed Emanuele Viola (Boston, USA)

- Una classica distopia fantascientifica, che rielabora in modo surreale e satirico i temi della crisi economica-finanziaria e del suo impatto sulla vita quotidiana.
- Un racconto ambientato in un inquietante futuro prossimo, e per questo di grande attualità.
- Ottimi spunti e molte idee innovative per una storia dallo svolgimento non lineare, ma ben strutturata e con un finale decisamente ispirato.

Paola Urbani è nata a Roma, dove vive.
Da sempre appassionata di letteratura, è grafologa e ha pubblicato diversi saggi sull´interpretazione della scrittura (ed. Franco Angeli, collana Le Comete).
Il suo sogno di scrivere racconti si è realizzato grazie alla collaborazione, spesso complicata ma sempre stimolante, con suo figlio Emanuele Viola.
Nel 2008 hanno vinto il premio Altri Mondi, rivolto ad antologie e romanzi di genere fantastico. È seguita la pubblicazione dell’antologia a quattro mani “Codice Yetzirah” (ed. Montag), che prende il nome dal racconto con cui si aggiudicarono il XIII Trofeo RiLL nel 2007 (tale racconto è anche presente nell’antologia “Schegge di Mondi Incantati”).
Inoltre, sono stati fra i vincitori del concorso SFIDA, sempre bandito da RiLL, nel 2009 (con “Cielo stellato”, poi pubblicato in “Cronache da Mondi Incantati”) e nel 2010 (con “Il Richiamo di Lilith”, uscito in “Riflessi di Mondi Incantati”).

Emanuele Viola è nato a Roma nel 1977.
Da dieci anni vive negli Stati Uniti, e attualmente è professore alla Northeastern University di Boston, dove fa ricerca in informatica teorica. Per lui matematica e letteratura condividono lo stesso piacere combinatorio. Ma è solo grazie alla sua coautrice (e mamma) Paola Urbani che sopporta la fatica brutale di scrivere.

Il sito internet di Paola Urbani ed Emanuele Viola è codiceyetzirah.wordpress.com/

Terzo Classificato
La recluta muta
di Antonella Mecenero (Briga Novarese - Novara)

- Ben scritto, compatto e ben “equilibrato” nelle sue diverse parti. In poco più di ventimila battute descrive e conclude una vicenda, permettendo al lettore di conoscere anche il mondo fantastico in cui si svolge.
- Una bella storia d’amore di ambientazione fantasy, sullo sfondo di una guerra sanguinosa e insensata (e descritta in modo credibile).
- L’ottima caratterizzazione dei personaggi rende il racconto coinvolgente sin dalle prime righe.

Antonella Mecenero è nata nel 1980 a Busto Arsizio (Varese) e vive in provincia di Novara.
Laureata in Conservazione dei Beni Culturali, insegna e collabora con l’Ecomuseo del Lago d’Orta e del Mottarone, corre e gioca di ruolo. Quando non è impegnata in queste cose legge, scrive, oppure si lamenta di non avere il tempo per fare tutto tanto bene quanto vorrebbe.
Suoi racconti sono usciti già in una decina di antologie, fra cui “Parole al Vento” (Macchione Editore, 2009) e “A memoria d’uomo” (Scuola Holden, 2010). Ha inoltre scritto i testi per il libro per bambini “500 Disegni” (Seneca Edizioni, 2010) ed è una delle autrici dei racconti radiofonici trasmessi dall’emittente Punto Radio nel programma “Siamo in Onda”.
Nel 2012 ha vinto il premio MENSA, bandito dall’omonima associazione e da Il Giallo Mondadori, che pubblicherà il suo racconto “Come foglie nel vento” (numero 3069, novembre).
Si è classificata terza al XVII Trofeo RiLL, col racconto fantasy “La locanda dell’Ippogrifo” (pubblicato nell’antologia “Il Funzionario e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni”, ed. Wild Boar, 2011).

Quarto Classificato
Unda
di Matteo Doglio (Rivalta Bormida - Alessandria)

- Una storia di persecuzione e vendetta, narrata con ritmo incalzante, con uno stile diretto ma molto curato.
- Un riuscito racconto fantasy e, insieme, una denuncia dei soprusi contro la Natura.
- Un racconto curato nella forma e con una trama sviluppata in modo convincente.

Matteo Doglio, nato nel 1989, vive ad Acqui Terme, nel basso Piemonte. Frequenta il quinto anno della Facoltà di Architettura di Genova.
Fin da piccolo affamato di storie e di libri, disegnatore amatoriale e amante del cinema e del fumetto, inizia a scrivere a quindici anni, per gioco. In breve tempo si innamora della scrittura e comincia a stendere i suoi primi racconti. Inizia la sua saga fantasy due anni più tardi.
Si è classificato al secondo posto al XVII Trofeo RiLL, con il racconto di fantascienza “La scintilla della Vita” (pubblicato nell’antologia “Il Funzionario e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni”, ed. Wild Boar, 2011).

Menzioni di Merito

The Mauro and Vilma show
di Matteo Carriero (Nardò, Lecce)

- Un racconto post apocalittico ambientato a Lecce, in modo molto credibile (se i ghiacci polari dovessero sciogliersi, la penisola salentina sarebbe certamente sommersa dalle acque). Buone idee e buona narrazione.
- Molto bella l’ambientazione, e il modo in cui viene caratterizzato il contesto di disastro ecologico.
- Una storia umoristica e surreale, che riesce a "alleggerire" la drammatica situazione di day after in cui si muovono i personaggi.

Matteo Carriero è nato nel 1985 a Nardò, in provincia di Lecce. Da alcuni anni vive a Firenze, dove studia Lettere all’Università.
Fa parte della redazione di Edizioni XII.
Negli ultimi anni ha partecipato a diversi concorsi letterari, ottenendo buoni risultati, in particolare ai premi Le Parole Giuste, Oltrecosmo e Royal Rumble. Ha vinto i concorsi N.A.S.F. (Nuovi Autori Science Fiction) e Nella Tela! (sezione “666 passi nel delirio”), entrambi nel 2009, mentre nel 2010 è giunto secondo al Circo Massimo (sezione “Fantastico”).
È stato inoltre fra i vincitori del concorso SFIDA, bandito da RiLL, nel 2009 (con “Mancanza di spazio”, uscito in “Cronache Mondi Incantati”, Nexus Editrice), nel 2010 (con “Invisibile” e “Corsa verso il passato”, entrambi pubblicati in “Riflessi di Mondi Incantati”, ed. Giochi Uniti) e nel 2011 (con “Castelli di carte”, poi inserito nell’antologia “Il Funzionario e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni”, ed. Wild Boar, 2011).

Il sorriso
di Irene Grazzini (Badia al Pino, Arezzo)

- Ottima novellization, in chiave horror-fantastica, della storia della Gioconda.
- Colpisce soprattutto per il linguaggio, davvero curato. Si vede che l’autore si è soffermato molto su questo aspetto.
- Ben scritto e ben sviluppato. Un omaggio al grande Leonardo da Vinci, e alle sue arti (note e meno note, se non oscure…)

Irene Grazzini è nata ad Arezzo nel 1985.
Oltre a essersi diplomata al Conservatorio di Firenze, è laureata in Medicina e Chirurgia, ed attualmente lavora come specializzanda in Radiodiagnostica presto l’ospedale “Santa Maria delle Scotte” di Siena.
Da alcuni anni partecipa con buoni risultati a concorsi letterari: nel 2010 ha vinto il Premio Internazionale “Val di Vara - Alessandra Marziale” e (col romanzo “I figli dell’Olimpo”) è giunta terza al Premio Letterario Casentino.
Ha scritto e visti pubblicati diversi romanzi: “Ombre sulla Terra” (ed. Helicon, 2010), il fantasy “La Città delle Nuvole” (vincitore del premio Casentino 2011) e “Pagine di due vite” (vincitore del Premio “Città di Cattolica” nel 2011), quest’ultimo sul tema dell’anoressia.
Attualmente collabora con la rivista on line Fantasy Magazine, occupandosi di recensioni di romanzi e videogiochi.

Il pozzo
di Massimiliano Malerba (Roma)

- Un racconto autobiografico che rielabora in modo del tutto personale spunti e citazioni da Borges, Buzzati, Calvino, Dante e Poe.
- Propone un’ambientazione originalissima: un mondo dove si vive al buio e in costante caduta libera. Ottime le descrizioni.
- Una buona scrittura “sorregge” sino in fondo lo sviluppo di una storia “estrema” e davvero unica, quasi un’allucinazione.

Per le note biografiche di Massimiliano Malerba si rimanda al successivo racconto finalista

Un minuto nel futuro
di Massimiliano Malerba (Roma)

- Interessante tentativo di “horror assoluto”. Il trick che sta dietro al racconto si capisce presto, ma questo è secondario, se non anche voluto: al centro del racconto è la descrizione della paura dell’ignoto e dell’incomprensibile, che attanaglia il protagonista.
- Una bella idea, sostenuta da una scrittura ispirata, e incalzante. Finale di grande effetto.
- Mi ricorda il grande Sheckley. Una storia paradossale, degna dei classici della fantascienza.

Massimiliano Malerba è nato nel 1971 ad Arpino, in provincia di Frosinone, ma vive a Roma, dove si è laureato in Ingegneria Aerospaziale.
Lavora per una società di System Integration, operando nei campi dell’Information Technology e del Project Management. In precedenza, ha collaborato a trasmissioni televisive come “Superquark” e “Viaggio nel Cosmo”; in Fiat Avio si è occupato di progettazione di motori spaziali.
Da sempre è un appassionato lettore, senza distinzione di generi. Fin da piccolo è stato affascinato dalla letteratura fantastica e dalla fantascienza. Tra le altre sue passioni l’antichità classica, l’astronomia, la fotografia, il tango, la spada giapponese e, ovviamente, la scrittura di racconti, forma letteraria che predilige.
Nel 2009 il suo “Le stelle d’inverno” è giunto quarto al XV Trofeo RiLL, e quindi inserito in “Cronache da Mondi Incantati” (Nexus Editrice). Due anni dopo ha vinto il XVII Trofeo RiLL, con il racconto “Il Funzionario” (pubblicato nell’antologia “Il Funzionario e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni”, ed. Wild Boar, 2011, e nell’e-book “Aspettando Mondi Incantati 2011”, realizzato da RiLL); sempre nel 2011, con “Nella notte assetata”, è stato fra i vincitori del concorso SFIDA, bandito da RiLL (il racconto è poi uscito nell’antologia “Il Funzionario e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni”, ed. Wild Boar, 2011).

Il mio 1978
di Luigi Rinaldi (Nettuno, Roma)

- Il primo amore, i sogni della giovinezza, la nostalgia di momenti che non potranno tornare più, travolti dalla (fanta)Storia. Amaro e struggente.
- Più che un racconto fantastico, un racconto fantapolitico, scorrevole e curato.
- Una storia che mette al centro la dinamica carcerato/ carceriere, all’interno di un’ucronia che fa riferimento a eventi a noi molto vicini (il rapimento Moro, i Mondiali del 1978…), e che forse per questo risulta più inquietante.

Luigi Rinaldi è nato nel 1967 a Roma, nei cui dintorni vive, insieme alla sua famiglia.
Laureato in Chimica, lavora nel campo nei rifiuti industriali e delle bonifiche ambientali.
Da alcuni anni scrive racconti, per lo più di genere fantascientifico, con cui ha partecipato a molti concorsi letterari, ottenendo spesso buoni risultati. In particolare, è stato finalista ai Premi Galassia, N.A.S.F. - Nuovi Autori Science Fiction, Opera Narrativa; nel 2010 ha vinto il Premio Robot col racconto “Hidden” (poi finalista al Premio Italia 2011).
Nel 2001 è stato finalista al XVII Trofeo RiLL con “Fiocchi di neve in primavera” (poi pubblicato nell’e-book “Aspettando Mondi Incantati 2011”, realizzato da RiLL). Tale testo è la rielaborazione del racconto “Sindrome 75”, con cui si è classificato terzo al Premio Alien, nel 2006.
Suoi racconti (fantastici e non) sono usciti in antologie di diversi editori.
Nel 2011 è stato finalista al premio Urania con il romanzo “Hakkakei”.

Il solito silenzio
di Patrizia Valentini (Roma)

- Una storia alla “Psycho”, condotta in modo efficace e credibile, sino all’inquietante conclusione.
- La follia del protagonista è il perno di racconto. Eppure è tutto così credibile… e questo è il primo merito che va riconosciuto all’autore.
- Un ragazzo, una ragazza e la pazzia, a dividerli. Ottimi dialoghi arricchiscono lo svolgimento della storia.

Patrizia Valentini è nata e vive a Roma, insieme al suo compagno e alla gatta Blondie.
Diplomata all’Accademia d’arte drammatica “Pietro Scharoff”, recita in teatro, in alcuni cortometraggi e videoclip.
Ha frequentato un corso di cinema tenuto da Isabella Aguilar e la scuola di scrittura creativa Omero.
Suoi racconti sono stati pubblicati su rivista, o inseriti in antologie di diversi editori (Omero, Giulio Perrone, iNarranti). Il suo racconto “Piume azzurre” è stato segnalato al concorso Scrivere Oltrepensiero, mentre “L’appuntamento” è stato tra i dieci finalisti del Premio Loria e quindi pubblicato nell’antologia “Due clips di bakelite” (ed. Marcos y Marcos).
Ha scritto il romanzo “La bocca”.