Carovana di Audaci

Dal Trofeo RiLL alla Sergio Bonelli Editrice
di Luca Barbieri
[pubblicato su RiLL.it nel dicembre 2015]

È nelle edicole il numero di dicembre 2015 di Tex, intitolato “Carovana di audaci”. Una storia con sceneggiatura di Tito Faraci e soggetto di Luca Barbieri, pluri-premiato autore del Trofeo RiLL. Il bravo Luca ci racconta in questo articolo il suo percorso, dal Trofeo RiLL alla Sergio Bonelli Editore (e non solo).

Come ebbi modo di dire in un’intervista radiofonica durante Lucca Comics & Games 2009, vincere il Trofeo RiLL era un mio vecchio sogno sin da quando, da ragazzino, mi imbattei casualmente in una rivista che aveva pubblicato il racconto vincitore di quell’edizione. Quel racconto parlava di angeli invisibili appollaiati sulla schiena che, col loro peso, ingobbivano le persone: geniale! (si tratta de Il peso degli Angeli, di Guido Alfani, vincitore del VI Trofeo RiLL, nel 2000, NdP)
Mi dissi: devi vincere questo premio anche tu, Luca; e così – con molta fortuna – sono poi riuscito a fare, nel 2009 appunto.

Il mio racconto aveva un titolo terribilmente pomposo e barocco, Accadde nelle umide foreste di Madre Africa, che per fortuna non dissuase i giurati dal leggerlo e poi votarlo come vincitore.
Il contenuto infatti era decisamente migliore. Ne sto approntando una riduzione a fumetti alla quale medito di fornire un titolo più orecchiabile e commerciale: Le terre di vetro. La trama è sostanzialmente la stessa del racconto, ovvero il viaggio di maturazione di un ragazzo allevato come torturatore da una crudele tribù che rapisce chi attraversa le proprie terre, il tutto ambientato in un cupo scenario post-apocalittico. Nella versione disegnata, più lunga, avrò modo di dilungarmi su tutti gli aspetti trascurati nel racconto per motivi di spazio.

Fumetti… Già, questo mi porta a parlare della mia attuale collaborazione con la Sergio Bonelli Editore.

Da anni bussavo alla loro porta con soggetti e sceneggiature per ogni possibile testata, da Dylan Dog a Dampyr, e sapete cosa li ha indotti ad aprirmi quella famosa porta? Un saggio storico. È stato Storia dei pistoleri, pubblicato nel 2010 per le edizioni Odoya, ad attirare la loro attenzione.
Si tratta di un lavoro scrupoloso e documentatissimo sul mondo violento dei pistoleri della Frontiera americana, volto a dissiparne i molti miti - del tutto fasulli - e a raccontare le cose come realmente accaddero, usando però un linguaggio più vicino a quello del romanzo. Il taglio che decisi di dare al libro era davvero insolito; in sostanza si trattò di una vera e propria  scommessa. Poteva essere un fiasco colossale come un successo: andò nel secondo modo.

Il materiale per Storia dei pistoleri lo avevo pescato da tutta la documentazione letta e riletta per Five Fingers, un’antologia di cinque racconti western-horror pubblicata per le Edizioni Il Foglio nel 2008 e ristampata da Meridiano Zero a dicembre 2015.
La critica a suo tempo accolse davvero bene Five Fingers, che, per inciso, mi è valso un soprannome del quale sono estremamente orgoglioso: "il Lansdale italiano". Se volete scoprire perché vi basta leggerlo… come detto, è stato appena ristampato!

Per scrivere le cinque storie di Five Fingers, pur di fantasia, volli essere estremamente scrupoloso e meticoloso, essere sicuro dei dettagli che inserivo per rendere credibili personaggi e ambienti. Mi documentai dunque moltissimo e scrissi un sacco di roba che alla fine però tagliai, per non fare diventare il libro un’enciclopedia.
Quando guardai ciò che avevo scartato mi chiesi: e ora che ci faccio? Semplice: un altro libro!
E così nacque Storia dei pistoleri che, devo ammetterlo, andò piuttosto bene, non soltanto commercialmente ma soprattutto nelle recensioni.

Come spesso accade nella vita, una cosa tirò l’altra: da Five Fingers a Storia dei pistoleri e da quest’ultimo allo speciale estivo di Tex.
Fu infatti grazie alla buona impressione lasciata nel mondo degli amanti del Far West con il mio saggio che in Bonelli mi notarono e decisero di affidarmi il primo incarico: un articolo per il Texone estivo “I pionieri” (numero 28, giugno 2013, NdP) che doveva trattare l’argomento dei trafficanti di armi della Frontiera. A quel primo pezzo ne seguirono altri, fino alla decisione (nel 2014) di affidarmi tutti gli articoli storici della collana di Tex a colori in uscita con il quotidiano La Repubblica.

Sono molto grato alla SBE per la fiducia accordatami, che cerco di ripagare scrivendo ogni nuovo articolo al meglio delle mie possibilità.

Ma che fine hanno fatto i soggetti e le sceneggiature di cui parlavi prima?, potreste chiedervi a questo punto.
Ottima domanda.
Proprio in questi giorni è uscito in tutte le edicole italiane l’albo di Tex Carovana di audaci, il numero 662 della collana, del quale ho scritto il soggetto.

Come si può ben immaginare è stata un’emozione incredibile, soprattutto per chi, come me, ha imparato a leggere proprio sugli albi del Ranger di casa Bonelli. Mia nonna e mio padre erano grandissimi fan e avevano la collezione completa, che ora sto proseguendo io, quindi sin dalla più tenera età ho imparato a respirare atmosfere western fatte di roventi ondate di calore, sabbia del deserto e pungente odore di polvere da sparo.

Il soggetto, molto dettagliato (era lungo ben tre pagine!), è stato sottoposto a una ferrea revisione da parte di Mauro Boselli, il curatore della serie, profondo conoscitore di Tex, che, con i suoi consigli, ha migliorato non poco l’impianto iniziale.
La sceneggiatura è stata affidata al veterano Tito Faraci, capace come pochi di scrivere dialoghi frizzanti e divertenti da leggere, mentre i disegni a Maurizio Dotti, sul quale non spendo che una parola: bravissimo (potete verificarlo voi stessi guardando le sue splendide tavole che, vi assicuro, sono ancora migliori dal vivo!).
È una squadra eccezionale, con la quale sono davvero orgoglioso di aver collaborato per una storia che sta molto piacendo ai fan. È però vero che è uscita solo la prima parte, quindi un giudizio complessivo è al momento prematuro.

Con Carovana di audaci ho cercato di recuperare il “vecchio” Tex, quello delle avventure che mi emozionavano da bambino, scritte con grinta e una certa di dose di maschia crudezza da Gianluigi Bonelli. Ho descritto un eroe molto decisionista, caparbio, duro come la pietra ma anche incredibilmente generoso quando si tratta di aiutare il prossimo in difficoltà, capace di far lavorare con uguale abilità sia il cervello (per elaborare strategie raffinate e piani di battaglia vincenti) che i muscoli e le pistole. È, in definitiva, un Tex vintage; o, per usare altri termini, “vecchia scuola”.

Anche la storia è molto classica: una carovana minacciata da una banda di razziatori comanche; ho voluto però inserire qualche elemento di forte impatto visivo (la figura del capo dei predoni, Nevequaya, e la mazza che usa come arma per spaccare il cranio ai nemici) ed emozionale (l’assedio nella ghost town e la battaglia notturna sotto la pioggia) per aumentare l’epica del racconto.

Carovana di audaci è destinata (spero) a non rimanere sola: al momento la Sergio Bonelli Editore sta valutando due mie sceneggiature per dei corti destinati ai Color Fest, uno sempre di Tex e l’altro di Dylan Dog.


Nella foto: Luca Barbieri, a Lucca Comics & Games 2015, con un suo... "amico"????



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