XXIV Trofeo RiLL: finalisti e giudizi della Giuria

Questa pagina ospita una breve rassegna dei commenti dei giurati (e, in misura minore, dei lettori-selezionatori) del XXIV Trofeo RiLL sui dieci racconti finalisti. Un “omaggio” al lavoro di ciascun autore, e un modo per rendere pubblico il contributo critico di chi ha letto e valutato i testi giunti in finale.
In questa pagina presentiamo inoltre gli autori di ciascun racconto, con delle brevi biografie. Una scelta con cui vogliamo dedicare spazio e attenzione a chi ci ha sostenuto nel modo per noi più gradito: inviandoci una bella storia.

I racconti sono distinti in premiati e menzionati, sulla base dei risultati del concorso.
I cinque testi premiati sono pubblicati nell’antologia Ana nel Campo dei Morti e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni (collana Mondi Incantati), insieme ai racconti da noi selezionati nell’ambito del premio SFIDA 2018 e a quelli della sezione RiLL World Tour.
Tutti e dieci i racconti finalisti del XXIV Trofeo RiLL sono inoltre pubblicati nell’e-book Aspettando Mondi Incantati 2018, disponibile nel Kindle Store di Amazon.

Racconti Premiati

Primo Classificato, Vincitore del XXIV Trofeo RiLL
Ana nel Campo dei Morti
di Maurizio Ferrero (Vercelli)

- Un racconto post-apocalittico, teso ed efficace. Ben delineata la figura della protagonista, che deve scegliere fra la protezione che il suo piccolo mondo le offre e l’Ignoto, che fa paura ma contemporaneamente la attrae. E il racconto di questo dilemma fa della storia una parabola sulla crescita e il distacco, in cui è facile immedesimarsi.
- Una storia toccante e intimista, di ambientazione post-apocalittica. La scelta dell’autore di raccontare dal punto di vista della ragazza protagonista riesce a far calare alla perfezione il lettore nel suo mondo, piccolo e terribile.
- Un racconto ben strutturato e coinvolgente nella trama. Particolarmente azzeccata la descrizione del rapporto fra il cane e la ragazza protagonista, che è un po’ la chiave della soluzione finale.

Maurizio Ferrero è nato nel 1987 a Vercelli, dove vive e lavora come impiegato.
Appassionato di scrittura e giochi di ruolo, da lungo tempo è attivo nell’associazione La Stanza dei Sogni, che opera per la diffusione del gioco intelligente.
In ambito ludico è autore dell’avventura “Il Buono, il Brutto, la Tipa e lo Stronzo”, pubblicata nel manuale “Low Budget Tales” del gioco di ruolo “One Shot One Kill” (ed. Rose & Poison); ha firmato i racconti usciti nel manuale del gioco di ruolo “Piombo” (edito da Narrattiva); si è classificato al secondo posto al concorso “La Forgia dei Creatori” per la miglior ambientazione del gioco di ruolo “Anime e Sangue” (ed. Raven Distribution), e la sua creazione “Grimoire” è stata pubblicata nell’omonimo manuale.
Svariati suoi racconti sono giunti in finale in alcuni concorsi letterari o inclusi in antologie; inoltre, nel 2012 è uscito il suo romanzo “Cieli di Fuoco, Giorni di Buio”.
Con il racconto “Tutto inizia da O” ha vinto il XXII Trofeo RiLL, nel 2016.

Secondo Classificato
Mil
di Diego Gnesi Bartolani (Osimo - Ancona)

- Un racconto post apocalittico che contiene qualcosa di magico e indeterminato, un mistero che ruota intorno al personaggio che dà il titolo alla storia e che non si risolve: piuttosto, si scioglie in un ricordo affettuoso, capace di suscitare l’emozione del lettore, se non addirittura commozione per il modo in cui viene rievocato un amore.
- Un racconto con una scrittura particolarmente curata, capace di evocare con grande efficacia le atmosfere di un mondo post apocalisse. Il ricordo nostalgico dell’io narrante ben si accoppia col ritmo della narrazione, ricca di suspense e coinvolgente.
- Nelle poche pagine a disposizione l’autore riesce a raccontare una storia e a delineare in modo chiaro il mondo in cui si svolge. Il racconto acquista così una notevole profondità, risultando ricco di spunti. La breve storia d’amore tra i protagonisti reca in sé tutti gli elementi delle vicende umane: tenerezza e mistero, invidia e avidità, coraggio e sacrificio.

Diego Gnesi Bartolani è nato nel 1979 ad Ancona. Attualmente vive a Osimo, con sua moglie Sandra e suo figlio Edoardo.
È laureato in Storia e Conservazione dei Beni Culturali e dottore di ricerca in Scienze dell’Antichità.
Da sempre appassionato di scrittura, ha visto suoi racconti pubblicati in antologie edite da Limana Umanita, da Fernandel e dall’associazione culturale ESEscifi.
Con il racconto “La città della fine” è stato finalista al XXII Trofeo RiLL, nel 2016; con “Città fragili” è stato finalista al Premio Hypnos nel 2018.

Terzo Classificato
F.lli marziani, dal 1947
di Nicola Catellani (Modena)

- Gli alieni sono fra noi – davvero! – in un paesino sperduto fra i nostri monti. E il fascino di questa storia è la magia antica dei racconti rurali, che costruiscono il Mito intorno a una normalità disarmante e disincantata.
- Un racconto fantastico che... potrebbe anche non esserlo; scritto con originalità, stile personale e la giusta dose di suspense (senza trascurare riferimenti alla Letteratura e alla Storia italiana).
- Un racconto pervaso da un leggero e gustoso humour. Il distratto viaggiatore che ascolta la storia narrata ci guida con la necessaria incredulità sino alla rivelazione finale.

Nicola Catellani è nato nel 1968 e vive a Carpi, in provincia di Modena.
Laureato in Astronomia e giornalista pubblicista, lavora da anni in un ente pubblico.
Grande appassionato di fantascienza (possiede oltre 1500 fra romanzi e antologie), esordisce come autore a diciassette anni, pubblicando due racconti sulla fanzine di fantascienza torinese “Pulp”. Da allora ha continuato a dedicarsi soprattutto alla lettura, riprendendo a scrivere stabilmente sono negli ultimi anni.
Con il racconto “Questione di previdenza” si è classificato al terzo posto al XXIII Trofeo RiLL, nel 2017; inoltre, il suo romanzo “La Regola delle Case di Wode” è stato segnalato al IX Premio Odissea, nel 2018.
Vive da sempre nel mondo dello scautismo, dove gestisce anche corsi di formazione per gli adulti educatori.

Quarto Classificato
Uno
di Riccardo Angelini (Los Angeles - USA)

- Un racconto fantasy lineare e ricco di riferimenti all’immaginario che tanti giocatori di Dungeons & Dragons ben conoscono. Efficace il doppio piano della narrazione e ben congegnato il finale a sorpresa.
- Un fantasy ben scritto e ironico, un’ironia che evita il senso di deja vu e anzi genera una confortevole sensazione di complice familiarità, specie per i lettori avvezzi ai giochi di ruolo di impianto tradizionalmente fantasy.
- Fantasy leggero, scritto con abilità e con un protagonista decisamente inatteso: un coboldo guerriero!

Riccardo Angelini è nato a Bologna nell’anno in cui la Francia vince gli Europei di calcio, i King Crimson si sciolgono per la seconda volta e Craxi è primo ministro. Comunque, a sentire Orwell, poteva andare molto peggio.
Inspiegabilmente ottenuta una laurea in Filosofia con una tesi su Oscar Wilde, prepara le valigie e si rifugia in Australia, dove svolge diversi lavori, fra cui quello di (spericolato) addetto al montaggio parchi.
Rientrato in Italia, collabora col Teatro Stabile di Torino alla serie “6Bianca” e pubblica alcuni racconti e romanzi con il collettivo Nerdheim, fra cui i primi due volumi della saga fantasy “La Leggenda Leggendaria degli Eroi Epici”. Pubblica inoltre il tragicomico diario di viaggio “E Tanti Saluti ai Canguri”, basato sulle sue esperienze in Oceania.
Dalla primavera 2017 vive a Los Angeles, dove attualmente lavora nell’industria del cinema e della televisione.

Quinto Classificato
Madonnina
di Cristiano Montanari (Modena)

- Una storia fredda e spietata come la coscienza di un killer, senza alcuna indulgenza verso i personaggi o il lettore. Impianto stilistico asciutto e senza fronzoli, per un racconto livido e originale, che accomuna con lucida coerenza vittime e carnefici.
- Una storia di vendetta marcatamente femminile. Il tema generale, pur nella sua crudezza, è rappresentato quasi con dolcezza, tanto da far emergere più una malinconica rassegnazione alla cattiveria umana che una violenta volontà di vendetta.
- Un racconto horror di ambientazione italiana, che la protagonista narra in prima persona, dando al lettore un costante senso di mistero e straniamento.

Cristiano Montanari è nato nel 1984 a Modena, dove vive.
Dottore di ricerca in Storia dell’Arte, lavora come editor freelance e scrive recensioni, fiction e poesia, in italiano e in inglese. Suoi lavori sono apparsi in varie pubblicazioni, sia italiane che estere, incluso il romanzo a più mani “Heroic Real Estate Otter of the 21st Century” (2013).
Il suo blog, che raccoglie informazioni sulle sue pubblicazioni e i suoi progetti presenti e futuri è: www.therandommuseum.blogspot.it
Ama i cani, il sushi al salmone, l’horror e le scie di condensazione.

Menzioni di Merito

Amaltea
di Valentino Poppi (Bologna)

- Una bella avventura di fantascienza nello spazio profondo, coinvolgente e con buon ritmo, dall’inizio sino alla sorpresa finale.
- Un racconto di fantascienza molto classico, teso, narrato con compattezza dall’autore.
- Un racconto di grande ritmo, ma dall’ambientazione molto dura, a pensarci bene. La voce del computer di bordo aggiunge un apprezzabile tocco ironico alla narrazione.

Valentino Poppi è nato nel 1968 a Bologna, dove vive con la sua famiglia. È laureato in Ingegneria Elettronica e lavora nel settore delle telecomunicazioni.
Amante della fantascienza e di tutto ciò che è fantastico e al di là del reale, da alcuni anni si dedica stabilmente alla scrittura.
Suoi racconti sono usciti su antologie e riviste, o sono stati premiati in concorsi letterari.
Con “Davanti allo specchio” ha vinto il XXIII Trofeo RiLL (che dà il nome all’antologia “Mondi Incantati” del 2017). Nel 2018 ha vinto il X Trofeo “La Centuria e La Zona Morta”, il concorso “Sócc’mel... che canzone!” ed è stato uno degli autori selezionati per SFIDA (altro premio bandito da RiLL).

Il proprietario
di Francesco Corigliano (Vibo Valentia)

- Un classico “tutto in una notte” di genere horror, che prende alla gola il lettore sin dalle prime righe. Avvincente e oscuro.
- Una storia scritta in modo magistrale. Colpisce, in particolare, il ritmo della narrazione, adeguatamente misurato, che quindi aumenta la suspense e il mistero intorno alla Scatola al centro del racconto.
- Racconto assolutamente lovecraftiano, dalle atmosfere cupe e ridondanti. L’autore riesce a trasmettere al lettore la necessaria inquietudine e l’orrore delle situazioni narrate.

Francesco Corigliano è nato nel 1990 a Vibo Valentia, dove vive.
Nel 2013 si è laureato in Filologia Moderna, con una tesi dedicata ai racconti del terrore.
Attualmente, lavora come insegnante di scuola media e sta svolgendo un lavoro di ricerca sulla letteratura weird nell’ambito del Dottorato Internazionale di Studi Umanistici dell’Università della Calabria.
Ha partecipato con successo a diversi concorsi letterari. In particolare, nel 2015 si è classificato al primo posto (ex aequo) al Premio Hypnos, mentre nel 2017 è giunto secondo; nel 2018 ha vinto la quattordicesima edizione del concorso NASF per racconti di fantascienza.
Suoi racconti sono usciti su antologie di svariati editori. Inoltre, nel 2017 un suo racconto ispirato ad alcune leggende su San Francesco da Paola è stato pubblicato sulla rivista “VIA – Voices in Italian Americana”, rivista culturale statunitense.

L’esercito
di Marco Lodde (Assemini - Cagliari)

- Un racconto fantastico ambientato nell’Italia di oggi. Molto azzeccata la scelta della narrazione in seconda persona, che avvicina la protagonista al lettore, creando empatia.
- Un buon horror d’atmosfera, che cita Dario Argento e crea molta suspense. Particolarmente ispirato il modo in cui sono tratteggiate le relazioni fra i personaggi.
- L’orrore dove meno te lo aspetti: in una tranquilla nonnina, che tanto tranquilla non è. E così, una storia che inizia parlando di precarietà diventa un incubo cubo e senza appello.

Marco Lodde è nato nel 1980 a Cagliari, nei cui dintorni oggi vive.
Dottore di Ricerca in Bioantropologia, dopo alcune esperienze lavorative all’estero (Cina, Spagna) è tornato in Italia, e attualmente è insegnante di scuola media.
Appassionato di lunga data di giochi di ruolo e murder party, ha iniziato col tempo a dedicarsi stabilmente alla scrittura, firmando racconti e commedie giallo-fantastiche per il teatro.
Ha partecipato con buoni risultati a diversi premi letterari; in particolare, con il racconto “L’Altalena” ha vinto nel 2014 il concorso Primavera di Malacopia.
Suoi racconti (in particolar modo horror e steampunk) sono usciti su antologie di svariati editori.

Struttura Sedici
di Luigi Rinaldi (Nettuno - Roma)

- Un’agghiacciante distopia fantascientifica sulla vita dei pensionati nel futuro. La narrazione in prima persona e un protagonista caratterizzato in modo credibile rendono ancor più efficace l’apologo.
- Riesce a descrivere in maniera credibile una condizione sociale, di escluso, e uno stato d’animo, di perdente non del tutto abbattuto, anzi, ancora capace di una risata liberatoria e catartica.
- Un racconto di fantascienza molto ispirato. Il linguaggio è crudo, ma è una crudezza necessaria e quasi dovuta, nell'economia del racconto. L'empatia del lettore con i personaggi è forte, e la loro ribellione finale, seppure del tutto simbolica, si eleva a suprema critica della "nuova società".

Luigi Rinaldi è nato nel 1967 a Roma, nei cui dintorni vive, insieme a sua moglie Yumi.
Laureato in Chimica, lavora come docente nelle scuole superiori e come consulente ambientale.
Da molti anni scrive racconti, per lo più di fantascienza, che sono stati premiati in svariati concorsi letterari (fra cui il Trofeo RiLL, il premio Alien e il premio Robot) e pubblicati in numerose antologie (fra cui anche “Mondi Incantati”).
Il suo romanzo “Hakkakei” è stato finalista al premio Urania Mondadori nel 2012 e al Premio Odissea (curato da Delos Books) nel 2014.
Una versione ampliata di “Struttura Sedici”, intitolata “Processione Cremisi”, è inclusa in “Oscuro Prossimo Venturo”, antologia personale che RiLL ha dedicato ai suoi racconti di fantascienza (ed. Wild Boar, 2018).

Sulla scogliera
di Diego Gnesi Bartolani (Osimo - Ancona)

- Il racconto di una notte da tregenda, con i due protagonisti sospesi fra ubris e catarsi. La narrazione procede coinvolgente, in un racconto teso, che con l’arrivo del nuovo giorno si schiude nella speranza di un futuro migliore.
- Interessante la scelta dell’autore di mescolare l’atmosfera cthulhuloide con la distopia tecnologica. Im questo contesto, i personaggi emergono ben delineati, fotografati in un momento drammatico delle loro esistenze.
- Racconto ben scritto, coerente ed avvincente, a tinte noir ma sapientemente misurate. Dalle poche descrizioni si riesce a ricostruire un’ambientazione vivida, benché soltanto sottintesa.

Per le note biografiche dell’autore si rimanda al racconto “Mil”.